19/09/17

5 tipi di scrittori che ODIO

Una cosa che mi è stata fatta notare più volte, è che questo blog non soddisfa le aspettative. Non parlo del fatto che faccia cagare - cosa comunque molto vera - ma del nome che non corrisponde con i contenuti. Insomma, chiunque si imbattesse in un blog chiamato 
LE OPINIONI LETTERARIE DI UNA TIPA CHE ODIA UN SACCO DI COSE 
si aspetterebbe di ritrovarsi a leggere le lamentele di una Gordon Ramsay letteraria al femminile. 
E invece no. 
Invece la maggior parte dei miei post sono tutti unicorni e arcobaleni e altre cagate simili. 
Non va bene. 
Questo è il motivo per cui, dopo l'ennesima assenza prolungata, ho deciso di tornare alla ribalta con un post che effettivamente parli di cose che odio dal profondo del mio cuore nero e intasato di catrame. Oggi vi parlo delle tipologie di scrittori che non riesco a tollerare. 
A parte il fatto che quasi tutti gli scrittori, come quasi tutti gli artisti, sono un po' delle persone di merda. L'idea di essere in grado, più o meno, di creare qualcosa di sana pianta, è in grado di trasformare la maggior parte di noi in teste di cazzo col complesso di Dio. Questi, però, sono i peggiori in assoluto. 
Se vi riconoscete in una di queste categorie... beh, cambiate.  

Scrittori che non scrivono

Mi sarà capitato almeno un miliardo di volte, di incontrare simili esemplari. E non parlo di scrittori che scrivono di rado, o molto lentamente, anche se la mia anima vomita-parole non riesce a trattenersi dallo storcere il naso anche davanti a loro - specialmente se hanno talento e non sfruttano a pieno il loro potenziale. 
Sto parlando di tutti quegli scrittori che, di fatto, scrittori non sono, ma che si professano tali.
"Se avessi tempo scriverei un libro", dice lo scrittore che non scrive, come se la scrittura di un romanzo fosse qualcosa che si fa quando capita, quando si ha voglia, con leggerezza, e come se tutti coloro che invece un romanzo sono riusciti a scriverlo fossero solamente dei privilegiati che si sono ritrovati con un sacco di tempo libero tra le mani, piuttosto che persone che si sono fatte il culo. 
"Vorrei scrivere un libro, ma non ho idee." E ALLORA COME MAI, DI GRAZIA, VUOI SCRIVERE UN LIBRO!? Non so te, ma io pensavo che la voglia di scrivere un libro nascesse dal bisogno di raccontare, di comunicare qualcosa. Ah, scusa. Tu vuoi solo diventare la prossima J.K. Rowling e guadagnare un BOTTO di soldi facili - mi dispiace infrangere i tuoi sogni, ma di norma gli scrittori non guadagnano abbastanza neanche da comprarsi mezza Goleador. 
E poi, capite, mi fanno salire un nervoso allucinante, quando danno la colpa della loro inattività al famigerato BlOcCo DeLlO sCrItToRe. Amici, per essere in grado di bloccarvi dovreste prima aver cominciato.


Scrittori che scrivono piano e se la prendono con chi scrive veloce 

Questa categoria è leggermente simile alla precedente, ma con un pizzico in più di stronzaggine. 
Come vi ho già detto, è pieno il mondo di scrittori che per scrivere si prendono il loro tempo, e in questo non c'è niente di male. George R. R. Martin è uno di loro. (Ok, forse qualcosa di male c'è, visto che a noialtri, per colpa della sua lentezza, tocca soffrire.) È pieno anche di scrittori che scrivono veloce, vedi Stephen King. Il fatto è che siamo tutti diversi, ognuno ha i suoi ritmi e come tali andrebbero rispettati. 
Lo scrittore che scrive piano e se la prende con chi scrive veloce, questo, non l'ha capito. 
Una particolarità di questo genere di scrittore è la sua passivo-aggressività. I suoi insulti non sono quasi mai diretti, lasciatevelo dire, ma se leggete tra le righe... 
"Io scrivo piano," annuncia lo scrittore-lumaca risentito, "perché ho bisogno di pensare a lungo a ogni singola parola. Sono un perfezionista. Non potrei mai scrivere come *inserire nome di scrittore-ghepardo a caso* perché IO ci devo riflettere, su quello che scrivo."
Visto? Apparentemente innocuo. E invece no. 

Lo scrittore-lumaca risentito sta cercando di sentirsi meglio, con questa affermazione. Chiunque scriva più veloce di lui dev'essere senz'altro qualcuno che scrive completamente a caso, che non dà peso alle parole, non un perfezionista come lui. Ma vi è mai capitato di leggere qualcosa di scritto da questi sedicenti perfezionisti? I problemi delle loro storie sono due:
1. Non sono neanche lontanamente perfette.

2. Non giungono mai alla conclusione. 

Scrittori che credono di sapere tutto (e non sanno un cazzo) 

Ho cominciato a pensare, in questi ultimi due anni, di provare a trovare un lavoro da editor, quando avrò finito l'università. Significherebbe fare qualcosa che mi piace, e al contempo potrei portare avanti la scrittura senza morire per forza di fame - si spera. 
L'idea di trovarmi a lavorare con questa categoria di scrittori in particolare, però, mi frena. Anche se in effetti nessuna delle categorie che descrivo in questo post rappresenta il sogno erotico di un editor, siamo onesti.
Gli scrittori che credono di sapere tutto (e non sanno un cazzo) sono una specie che purtroppo non è in via di estinzione e che, anzi, sembra prosperare. Loro non comprendono il mercato editoriale in alcun modo, anche se credono di farlo - diciamo che la loro comprensione del mercato è sommabile in: TUTTI AMERANNO IL MIO LIBRO. Danno titoli stupidi e impossibili da rintracciare ai loro romanzi e si incazzano se qualcuno gli propone di cambiarli, non conoscono la differenza tra una casa editrice a pagamento e una free e A DIRE IL VERO non sanno nominartene neanche una, di casa editrice, che non sia la Mondadori. Non conoscono il ruolo dell'editor né del correttore di bozze. Non capiscono che non siamo più nel 1800, e che ormai il lavoro dello scrittore non è, e non potrà mai più essere, quello di "scrivere e basta". Vivono in un mondo magico fatto di: "ho finito di scrivere il mio primo romanzo! Adesso lo invio per e-mail alla MONDADORI, me lo pubblicano la settimana prossima e divento ricco." 
Ciao mitici.

Scrittori montati 

Questi scrittori, con tutte le probabilità, sono stati già pubblicati. Dalla casa editrice locale indipendente gestita dallo zio che nel tempo libero è un macchinista. 
Gli scrittori montati vanno fieri del fatto che nessuno legga i loro libri, o almeno è quello che predicano. L'editoria tradizionale è così mainstream e commerciale! 
Chiunque passi sotto il radar di un editore importante, secondo loro, è un venduto e probabilmente anche un incapace. Il loro mantra è "I grandi editori hanno pubblicato la scrittrice di 50 Sfumature di Grigio!" Questo, nella loro testa, significa che è merda anche tutto il resto. 
Mentre loro, oh, LORO, SOLAMENTE LORO, sono dei veri artisti. L'ho già detto, che gli artisti sono delle persone di merda? Vabbè, tanto vale reiterare il concetto. 
Gli scrittori montati credono di essere dei flâneur contemporanei, con una visione romantica del mondo che non coincide con le aspettative capitalistiche delle major. Bevono caffè organico, seguono la moda hipster e intasano Facebook di selfie accompagnate da citazioni dei loro scritti. 
Decisamente tra gli esemplari peggiori, spero ne converrete.


Scrittori incompresi 

Gli scrittori incompresi sono un po' i cugini tristi degli scrittori montati. Anche loro credono di essere dei geni letterari, dei maestri della parola con cui nessuno può competere, ma sono anche parecchio risentiti. Loro vogliono essere letti. Bramano gli scaffali prioritari delle librerie e l'approvazione di milioni di lettori entusiasti, ma le major - spesso per ottimi motivi - non se li cagano manco di striscio. Ovvio che loro, quegli ottimi motivi, non li riconoscono neanche da lontano: stanno già pensando alla propria morte, e a come dopo che il loro corpo sarà freddo e sepolto i giornalisti e gli editori accorreranno intorno alla loro tomba al grido di: "NON TI AVEVAMO CAPITO! ADESSO CHE I TEMPI SONO CAMBIATI, SIAMO PRONTI!" 
Lo scrittore incompreso si sente un nuovo Allan Poe. Ridicolizzato in vita e idolatrato dopo la dipartita. I suoi romanzi sono troppo all'avanguardia, nella sua testa, per questo mondo arretrato, e le major sono troppo cieche per rendersene conto. Ovvio che il tipo in questione non accetti critiche di alcun tipo, perché il fatto di non essere notato non può essere motivato da un suo errore. Magari a nessuno importa di leggere la sua autobiografia cubista, magari i suoi personaggi mancano di spessore, magari la sua storia è identica a milioni di altre oppure, semplicemente, non sa scrivere. Questo è il motivo per cui non potrà mai migliorare, né raggiungere il suo sogno ed essere felice: chi non accetta le critiche costruttive, sentendosi perfetto così com'è e dando la colpa agli altri dei propri fallimenti, non potrà mai imparare niente. 



Per oggi è tutto, miei cari satanassi. 
Spero che questa mia lista non vi abbia offesi. 
Oppure sì. 
Se fate parte di una di queste categorie, probabilmente sì. 

Firmato: la vostra prossima-alla-forca HateQueen di quartiere.


1 commento:

  1. "Questi scrittori, con tutte le probabilità, sono stati già pubblicati. Dalla casa editrice locale indipendente gestita dallo zio che nel tempo libero è un macchinista." Ahahahahahahahahahahahahah! Perché ho scoperto questo blog solo adesso? Ti adoro, giuro! Ho tirato un sospiro di sollievo solo quando sono arrivata all'ultima categoria (non che la mia sia migliore, io appartengo ai complessati cronici, ma questo è un altro discorso!). E se posso dire la mia, per quanto tutte siano fastidiose, la categoria degli scrittori montati non la batte nessuno!

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