30/10/16

Sta per cominciare il NaNoWriMo. E io c'ho l'ansia.

Buonasera, miei cari animaletti del bosco.
Quest'oggi vorrei parlarvi di come sto affrontando questi pochissimi giorni prima dell'inizio del NaNo, ma soprattutto di quanto mi sto cagando in mano - OH GOD, HO FATTO LA RIMA, MIC DROP, YO.
Innanzitutto, per chi non sappia cos'è il NaNoWriMo, ecco QUI una spiegazione esauriente che più esauriente davvero non si può.
Ora. Questo è ormai il terzo anno che partecipo. Se siete iscritti anche voi e volete aggiungermi tra gli amici - o semplicemente stalkerarmi un po' - QUESTO è il mio profilo. Come potrete notare, sono riuscita a vincere sia nel 2014 - con un thriller che mi sono permessa di nominare "Un Secchio Pieno di Ossa" - e nel 2015 - con un romanzo un po' fantascientifico, un po' grottesco e un po' weird intitolato "I Viaggi di Julien Grey".
Adesso sicuramente starete pensando qualcosa del tipo: "beh, HateQueen, quale sarebbe il problema? Possiamo ben evincere dalle tue parole che sei una gran figa e che scrivere cinquantamila parole in un mese per te è come bere un bicchier d'acqua, solo che di solito quando bevi un bicchier d'acqua finisce sempre che qualche goccia ti va sul mento e sulla maglietta e invece quando partecipi al NaNo, cazzo, neanche una sbavatura! Chapeau!"
E sarebbe anche vero, ragazzi miei. Sarebbe anche vero. A parte il fatto che quest'anno partecipo con una... RACCOLTA DI RACCONTI.


ESATTO. ESATTO.
"Ma Nostra Signora, qual è il problema di scrivere una raccolta di racconti? Dopotutto scrivere un racconto sembra molto più facile di..." non diciAMO CAZZATE.
Il fatto del NaNoWriMo è questo: per riuscire a scrivere cinquantamila parole in un mese ci vuole un certo flow, mi capite? Una certa scorrevolezza. Quando cominci a scrivere un romanzo, quando te lo sei pianificato ben benino, diciamo che dopo un po' che ti abitui a scrivere duemila parole al giorno diventa naturale. Entri all'interno della storia, ti abitui alla voce dei tuoi personaggi. Con i racconti è tutta un'altra storia - letteralmente. Perché ogni volta che un racconto finisce, il flow immancabilmente si spezza. E devi recuperarlo tutto da capo, per poi spezzarlo di nuovo. Come spezzarsi le gambe tre o quattro volte al mese e non fare in tempo a metterci il gesso che queste si spezzano ancora, finché non arrivi a Dicembre con nient'altro se non ossa e carne maciullate e irrimediabilmente distrutte, e sei una specie di scrittore storpio per il resto della tua vita. Ma forse sto esagerando. 
Il tema della mia raccolta di racconti sarà "I Peccati Capitali"; e il romanzo si chiamerà "Sette Brutte Persone". Banale, banale, me ne rendo conto. Ma ne sono sempre stata attratta.
E se per questa volta fosse una donna costretta in sedia a rotelle, a rappresentare l'Invidia? E se questa volta il peccatore di Gola non fosse solo l'ennesimo grassone, ma una ragazza affetta da bulimia? Vedete, ogni racconto vedrà come protagonista ogni persona diversa, e ognuna di queste persone rappresenterà un peccato. Erano secoli che volevo scriverlo, ma ero partita con l'idea di renderlo un romanzo. Rendendomi conto di quanto fosse controproducente e di quanto avrebbe tagliato di netto l'introspezione dei miei bimbi, ho deciso invece che ognuno di loro avrebbe avuto una storia a sé. Questo non nega che alcune di queste saranno collegate, per carità. Solo... in un modo molto sottile. 

Per prepararmi al meglio alla stesura di queste storie nel modo più veloce possibile mi sono preparata dei cheat sheet, o quel che cazzo sono, e ho diviso ogni storia in quattro parti. Per la precisione: 

- il primo quarto della storia sarà dedicato alla presentazione del personaggio e della sua storia prima del fattaccio #1; 
- il secondo quarto tratterà di come il fattaccio #1 verrà trattato malamente finché il protagonista non avrà un'illuminazione;
- il terzo quarto tratterà gli atti che il protagonista svolgerà inutilmente per sistemare il fattaccio #1, 

- l'ultimo quarto tratterà la risoluzione (negativa o positiva che sia) della faccenda. 

Che ve ne pare?
Nei prossimi giorni vi aggiornerò per quanto riguarda tutte le mie difficoltà e le mie lametele, vi parlerò di come le storie andranno - o non andranno avanti - e magari vi lascerò qui e là degli stralci tratti da quello che sto scrivendo. Spero che i miei sproloqui da NaNo vi interessino. Altrimenti adios, amigos. (NO, PLEASE, LOVE ME, DON'T LEAVE!) 


Firmato: la vostra bisognosa d'amore HateQueen di quartiere.


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