31/10/16

Recensione: La saga di Shadowhunters (The Mortal Instruments) di Cassandra Clare. NO SPOILERS.


Mille anni fa l'angelo Raziel ha mescolato il proprio sangue con quello degli esseri umani, dando così vita ai Nephilim, metà uomini e metà angeli che abitano il nostro mondo senza che nessuno possa vederli. Si chiamano Shadowhunters e obbediscono alle leggi fissate nel Libro Grigio. Il loro compito è dare la caccia ai demoni che portano rovina e distruzione. Da qui prende le mosse una delle saghe più appassionanti di questi anni, capostipite dell'urban fantasy.


Titoli: Città di ossa, Città di Cenere, Città di Vetro, Città degli Angeli Caduti, Città delle Anime Perdute, Città del Fuoco Celeste
Autrice: Cassandra Clare
Editore: Oscar Mondadori 





Ho deciso di terminare di leggere tutta la saga, per scrivere una recensione, perché scriverne una libro per libro mi sembrava inutile e controproducente. Come scrivere una recensione di un libro letto solo a metà. E devo dirvelo, ero partita molto prevenuta su questa lettura - che ho praticamente cominciato solo perché ci andava matta una mia amica - ma nonostante i classici errori da YA l'ho trovata molto piacevole e sì, perché no, sorprendente. Credo che tra tutti gli Young Adult che girano ultimamente sia tra i migliori, anche se non particolarmente originale o altro. Ma entriamo meglio nei dettagli.

Trama:

Per quanto riguarda la trama non c'è moltissimo da dire. Si tratta di Shadowhunters, "Cacciatori di Ombre", che come è già stato spiegato nello stralcio che ho copincollato lassù non sono altro che metà umani e metà angeli. Il loro compito è quello di difendere gli umani - che loro chiamano "mondani" - dai demoni che spesso e volentieri oltrepassano il limite che li tiene segregati agli inferi, ma anche quello di mantenere l'ordine delle regole vigenti che sono state stipulate tra mondani e "nascosti" - quelli che per loro non sono altro che vampiri, lupi mannari, stregoni e fate. Infatti, senza la presenza degli Shadowhunters, ai vampiri e ai lupi mannari sarebbe permesso sfamarsi come e con chi gli pare, gli stregoni potrebbero vendere la loro magia a qualunque mondano capiti loro davanti e le fate, come nel folklore, sarebbero libere di infastidire e creare disagi ai mondani. Purtroppo i rapporti tra le varie fazioni sono più tesi che mai, e nell'aria c'è il sentore di una guerra imminente. 
Clary Fray, la protagonista, è una ragazza di sedici anni dai capelli rosso fuoco con la passione per il disegno e del tutto ignara della propria condizione: fin da piccola, per un motivo o per l'altro, la madre le ha nascosto la sua discendenza da una stirpe molto importante di Shadowhunters. È solo quando per caso incontra una loro pattuglia, che le sue abilità si palesano. Gli Shadowhunters sono infatti in grado di dare a se stessi vari poteri - dalla forza, alla velocità, all'udito, all'invisibilità - mediante diverse rune temporanee che si tatuano sul corpo con l'uso di appositi stilo. Nonostante questo, Clary riesce a vederli. Ed è qui che inizia la sua vera storia, piena di segreti da rivelare e dubbi da smontare.   
 

Personaggi: 

Se c'è una cosa, in questa saga, in cui la Clare veramente si supera, quella sono i vari personaggi. Non starò a dirvi che siano dei capolavori dell'introspezione, perché mentirei, ma sono persone a cui ci si affeziona quasi subito, quello sì. Abbiamo Clary, la classica protagonista YA un po' piatta che all'interno del romanzo piace a tutti, ma che i lettori snobbano categoricamente. Abbiamo il suo triangolo amoroso con Jace, lo Shadowhunter macho e tenebroso che ha appena incontrato e Simon, il nerd con gli occhiali col quale è migliore amica da una vita e che si ritrova invischiato in questa storia senza entrarci proprio un cazzo - cosa che gli lascerà dei tagli profondi, ve lo dico io. Poi abbiamo Isabelle - ragazza sensuale e sicura di sé la cui arma preferita è una frusta elettrica - ed Alec Lightwood - omosessuale troppo spaventato per fare coming-out e grande tiratore con l'arco - fratelli tra loro e fratellastri di Jace, che è stato adottato dalla loro famiglia quando ha perso la sua, e il meraviglioso stregone Magnus, forse il mio personaggio preferito in assuluto - assieme a Simon e più avanti anche Alec - perché è uno stregone potentissimo che ama farsi gli stracazzi suoi, ma che è sempre lì se qualcuno a cui tiene ha bisogno di aiuto. 
A tutti questi personaggi secondari ne verranno aggiunti molti altri, di terziari, che cattureranno il vostro cuore e probabilmente ve lo spezzeranno in due come hanno fatto con me, a tratti facendomi tornare adolescente, a tratti ricordandomi lo scandalo che ho provato leggendo le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco - saga non assolutamente paragonabile con questa, ma che ho voluto citare ugualmente. 
Ho deciso deliberatamente di non parlarvi dei nemici perché non potrei farlo senza farvi spoiler. Dico solo che un po' li ho amati e un po' li ho detestati a morte. Fate voi. 
Oh, e il triangolo Jace-Clary-Simon è una gran cappella, ma ci sono altri inciuci romantici molto più soddisfacenti.   
 

Stile:

Per quanto riguarda lo stile, a mio parere la Clare si distacca molto dalle sue sorelle urban fantasy/paranormal romance - prima e ultima che mi viene da citare è Stephenie Meyer, perché è un genere che ho sempre un po' evitato. È vero, il suo modo di scrivere è molto semplice e lineare, e spesso nei temi che tratta non c'è un grandissimo approfondimento, ma io parlo della maggior parte del tempo. Usa una terza persona singolare molto semplice, non onniscente, e i punti di vista durante la narrazione sono diversi, ma sempre coerenti a se stessi. L'intera saga ricopre un arco di tempo di sei mesi, quindi no, nei personaggi non è riscontrabile una vera e propria crescita, ma è sicuramente vero che le esperienze avute li hanno segnati - specialmente alcuni di loro ne sono riusciti ribaldati dal dentro al fuori neanche fossero calzini. 
Una cosa che mi piace della Clare è che, nonostante abbia scelto di scrivere young-adult piuttosto disimpegnati - i suoi libri, negli scorsi due anni, sono state per me delle piccole pause dalla lettura leggermente più impegnativa che amo maggiormente - è comunque riuscita a far trapelare al lettore le sue enormi conoscenze e lo studio attento che ha seguito delle fonti a cui si è riferita. Sfoggia spesso la sua erudizione nel latino, nella Bibbia e in altri tomi folkloristici che rappresentano le culture degli altri paesi - nascere a Teheran e vivere in America, probabilmente, l'hanno resa curiosa verso le culture e le usanze di tutto il mondo. Ho amato le sue citazioni a brani classici, che erano sempre molto valutate e azzeccate. Per dire, qua non si parla di una Anna Todd che butta un "Cime Tempestose" all'interno della sua storia così, come unico scopo quello di farci incazzare come iene. 


La lettura è consigliata? Beh, se cercate una saga riposante, divertente, con qualche colpetto di scena qua e là e da leggere tranquillamente in autobus, in treno o in fila alle poste, perché no. Ovviamente non aspettatevi niente che vi faccia schizzare via gli occhi dalle orbite, ecco. 
LUNGA VITA A MAGNUS BANE! 

Firmato: la vostra Magnusofila HateQueen di quartiere.    

30/10/16

Discussioni Pre-NaNoWriMo con il folle medico che è mio padre.


Il mio NaNo-Prep fa parte anche di questo, ragazzi.
Fa parte di ricerche su Google che potrebbero mettermi nel mirino dell'FBI.
Fa parte di conversazioni messenger con mio padre, che è medico ed è sempre disposto a rispondere alle mie domande più astruse. Ricordo che un giorno mi venne un dubbio mentre stavo camminando per il Viale della Vittoria di Ancona, circondata da gente, e gli telefonai chiedendogli solamente: "come posso sparare a una persona alle spalle, da lontano, e perforarle il polmone così che muoia in una cosa come quindici secondi? Che tipo di arma è raccomandata?" E giù con gli sproloqui. 
Questo è di qualche giorno fa - dubbio che mi ha assalita per il finale di uno dei sette racconti della raccolta sui Vizi Capitali di cui vi ho parlato QUI. Godetevelo.







Adoro come comunque all'inizio abbia deciso di mantenere una certa professionalità, poi quando ha visto che non era aria si è sbizzarrito. Secondo me la mente un po' macabra l'ho presa da lui. Anche se pure mia madre che sospira e sgrana gli occhi davanti alla cronaca nera in televione non è che sia meglio. 







Che qui ragazzi ci vuole precisione. Voglio gli esatti cc, o quello che è. La tipa che dev'essere drogata è una soccer mum salutista che pesa una sessantina di chili per un metro e settanta, immagino che di eroina non ce ne voglia troppissima per mandarla in coma. 

Se avete qualche consiglio da darmi sono ben accetti.
Spacciatori, sto guardando proprio voi: dov'è che una signora in sedia a rotelle può procurarsi un po' di sana ero, di questi tempi? È importante, sa.



Firmato: la vostra scientificamente curiosa HateQueen di quartiere.








Sta per cominciare il NaNoWriMo. E io c'ho l'ansia.

Buonasera, miei cari animaletti del bosco.
Quest'oggi vorrei parlarvi di come sto affrontando questi pochissimi giorni prima dell'inizio del NaNo, ma soprattutto di quanto mi sto cagando in mano - OH GOD, HO FATTO LA RIMA, MIC DROP, YO.
Innanzitutto, per chi non sappia cos'è il NaNoWriMo, ecco QUI una spiegazione esauriente che più esauriente davvero non si può.
Ora. Questo è ormai il terzo anno che partecipo. Se siete iscritti anche voi e volete aggiungermi tra gli amici - o semplicemente stalkerarmi un po' - QUESTO è il mio profilo. Come potrete notare, sono riuscita a vincere sia nel 2014 - con un thriller che mi sono permessa di nominare "Un Secchio Pieno di Ossa" - e nel 2015 - con un romanzo un po' fantascientifico, un po' grottesco e un po' weird intitolato "I Viaggi di Julien Grey".
Adesso sicuramente starete pensando qualcosa del tipo: "beh, HateQueen, quale sarebbe il problema? Possiamo ben evincere dalle tue parole che sei una gran figa e che scrivere cinquantamila parole in un mese per te è come bere un bicchier d'acqua, solo che di solito quando bevi un bicchier d'acqua finisce sempre che qualche goccia ti va sul mento e sulla maglietta e invece quando partecipi al NaNo, cazzo, neanche una sbavatura! Chapeau!"
E sarebbe anche vero, ragazzi miei. Sarebbe anche vero. A parte il fatto che quest'anno partecipo con una... RACCOLTA DI RACCONTI.


ESATTO. ESATTO.
"Ma Nostra Signora, qual è il problema di scrivere una raccolta di racconti? Dopotutto scrivere un racconto sembra molto più facile di..." non diciAMO CAZZATE.
Il fatto del NaNoWriMo è questo: per riuscire a scrivere cinquantamila parole in un mese ci vuole un certo flow, mi capite? Una certa scorrevolezza. Quando cominci a scrivere un romanzo, quando te lo sei pianificato ben benino, diciamo che dopo un po' che ti abitui a scrivere duemila parole al giorno diventa naturale. Entri all'interno della storia, ti abitui alla voce dei tuoi personaggi. Con i racconti è tutta un'altra storia - letteralmente. Perché ogni volta che un racconto finisce, il flow immancabilmente si spezza. E devi recuperarlo tutto da capo, per poi spezzarlo di nuovo. Come spezzarsi le gambe tre o quattro volte al mese e non fare in tempo a metterci il gesso che queste si spezzano ancora, finché non arrivi a Dicembre con nient'altro se non ossa e carne maciullate e irrimediabilmente distrutte, e sei una specie di scrittore storpio per il resto della tua vita. Ma forse sto esagerando. 
Il tema della mia raccolta di racconti sarà "I Peccati Capitali"; e il romanzo si chiamerà "Sette Brutte Persone". Banale, banale, me ne rendo conto. Ma ne sono sempre stata attratta.
E se per questa volta fosse una donna costretta in sedia a rotelle, a rappresentare l'Invidia? E se questa volta il peccatore di Gola non fosse solo l'ennesimo grassone, ma una ragazza affetta da bulimia? Vedete, ogni racconto vedrà come protagonista ogni persona diversa, e ognuna di queste persone rappresenterà un peccato. Erano secoli che volevo scriverlo, ma ero partita con l'idea di renderlo un romanzo. Rendendomi conto di quanto fosse controproducente e di quanto avrebbe tagliato di netto l'introspezione dei miei bimbi, ho deciso invece che ognuno di loro avrebbe avuto una storia a sé. Questo non nega che alcune di queste saranno collegate, per carità. Solo... in un modo molto sottile. 

Per prepararmi al meglio alla stesura di queste storie nel modo più veloce possibile mi sono preparata dei cheat sheet, o quel che cazzo sono, e ho diviso ogni storia in quattro parti. Per la precisione: 

- il primo quarto della storia sarà dedicato alla presentazione del personaggio e della sua storia prima del fattaccio #1; 
- il secondo quarto tratterà di come il fattaccio #1 verrà trattato malamente finché il protagonista non avrà un'illuminazione;
- il terzo quarto tratterà gli atti che il protagonista svolgerà inutilmente per sistemare il fattaccio #1, 

- l'ultimo quarto tratterà la risoluzione (negativa o positiva che sia) della faccenda. 

Che ve ne pare?
Nei prossimi giorni vi aggiornerò per quanto riguarda tutte le mie difficoltà e le mie lametele, vi parlerò di come le storie andranno - o non andranno avanti - e magari vi lascerò qui e là degli stralci tratti da quello che sto scrivendo. Spero che i miei sproloqui da NaNo vi interessino. Altrimenti adios, amigos. (NO, PLEASE, LOVE ME, DON'T LEAVE!) 


Firmato: la vostra bisognosa d'amore HateQueen di quartiere.


21/10/16

5 cotte adolescenziali - 5 Cose Che #12

C-cosa!? 
Io che... partecipo... a qualcosa? Come ai vecchi tempi? SCANDALO. 
La mia situazione è sempre quella di matricola priva di Wi-Fi, e credo che questa storia continuerà per almeno un altro mesetto - yep, mi sto anche astenendo dalle serie tv... una tragedia. 
Che sto facendo in questo periodo? Mah, niente di che. Mi alzo la mattina, vado a lezione, fumo troppe sigarette, bevo troppo tè, lavoro per la prossima pubblicazione del mio primo romanzo... OPS. FORSE QUESTO NON AVREI DOVUTO DIRVELO. 



Cooooomunque. Di cosa si parla, quest'oggi? Ma che, non l'avete letto il titolo? Siete stronzi? 
COTTE ADOLESCENZIALI! 
La mia specialità, insomma. Subito dopo l'autocommiserazione. 
Più che di cotte adolescenziali, però, vorrei parlare delle mie cotte infantili e risalenti alla prima parte della mia adolescenza. Voglio dire, compio ventidue anni tra meno di un mese, adolescente lo ero tre anni fa! Voglio raccontarvi delle mie cotte imbarazzanti, mica dei bonazzi britannici che stalkeravo fino a un paio d'anni fa! Siete pronti? 
Io mica lo so. 



Cotta #1: HARRY POTTER



Ebbene sì. Sono una Serpeverde incallita, eppure quando facevo le elementari ero cotta marcia di Harry, ovvero di Daniel Radcliffe. Diciamo che lo amo anche adesso - ho visto quasi tutti i suoi film, ultimo tra questi quella genialata di "Swiss Army Man", che ho adorato - ma diciamo che lo vedo più come un amico. Facevo anche dei disegnini imbarazzanti di me e lui insieme. Tipo questo. 











Cotta #2: CEM



Esatto, ci stavo sotto con "Kebab 4 Breakfast". Ma andiamo, a chi non piaceva? E com'era possibile non innamorarsi di quel tamarro turco ritardato che era Cem Ozturk? Oddio, forse non era così infattibile. Sempre un bel figliolo rimane, però, non c'è che dire. 






 

Cotta #3: JESS



È stato difficile scegliere tra lui, Luke e Logan, ma alla fine ho deciso. E ho deciso anche bene. Jess era un ragazzo veramente spettacolare: bello, un po' stronzetto, un po' poeta maledetto... qualunque ragazzina sarebbe cascata ai suoi piedi, e io non sono stata da meno. E comunque ci pensava mia madre, a impazzire per Luke, quindi ho deciso di lasciarglielo. 











Cotta #4: LA TORCIA UMANA



Quand'è che è uscito il primo film dei Fantastici 4? Nel 2005? Minchia, avevo solo undici anni. Ed ero innamorata persa di Chris Evans nei panni della Torcia Umana, voi non potete capire quanto ne ero ossessionata. Lo disegnavo sempre sul mio diario - fortunatamente non ho trovato reperti, ovvero non li ho cercati - e quando ho avuto il dvd del film l'ho visto almeno quattro volte al giorno per la prima settimana. Stavo veramente male. E avevo deciso di voler diventare una scienziata per inventarmi i superpoteri (???)


Cotta #5: TOPHER GRACE



Spider-Man 3 è quel terribile film che uscì nel 2007 e mi fece impazzire. Tutto grazie all'interpretazione non proprio ortodossa che Thoper Grace fece di Venom, facendomi innamorare di lui e dando inizio alla mia passione smisurata per il villain. Grazie, Thoper! Ovvio che dopo mi sono dovuta vedere anche "Win a date with Tad Hamilton", tanta era la mia ossessività - come se mi fosse passata, poi... sì, sono una che si ossessiona facilmente. 



HONORABLE MENTIONS: 

Kevin Volchok e Seth Cohen (The O.C.), Duncan James e Simon Webb (Blue), Mello (Death Note), Heric (Rossana), Vegeta (Dragon Ball Z), Alex Del Piero. 


E con questo è tutto, miei cari compagni di vergogne! Alla prossima! 


Firmato: la vostra imbarazzante HateQueen di quartiere.

10/10/16

Recensione + Intervista: L'insonnia genera mostri che metto su carta; Mattia Grossi

Questo blog NON È stato abbandonato. 
Questo blog continuerà a esistere. 
Lo so che ci avete sperato.
La vostra regina dell'odio non si lascerà vincere. 


Ok, ragazzi, qual è il succo della questione? Perché HateQueen è sparita dalla circolazione?
Intanto facciamo che la smetto con le rime, che sto seriamente cominciando a spaventarmi da sola. Il fatto, amici miei, è che da poco mi sono dovuta trasferire fuori casa, in un appartamentino con paio di mie grandi amiche, perché sì... lo ammetto: sono ufficialmente diventata una matricola fuori sede. Ovvio che vi renderete conto di quale sia il mio problema, a questo punto, ma se non ci siete arrivati da soli - minchia, siete lenti - ve lo dico io: ahimé, sto senza Wi-Fi. *drama intensifies

Ebbene sì, ho appena cominciato - in ritardo, se teniamo conto del fatto che a Novembre compirò ventidue anni - a studiare alla facoltà di Lingue e Letterature Straniere di Urbino - yo, se volete venire a trovarmi mi fa pure piacere. E insomma, immagino che il Wi-Fi lo installeremo a breve, MA NON È QUESTO IL sì, vabè, avete capito. 
Comunque, sono qui quest'oggi per parlare con voi di una deliziosa quanto indigesta raccolta di racconti che avevo adocchiato da un po', e sulla quale finalmente sono riuscita a mettere le mie unghiacce. Si tratta di "L'insonnia genera mostri che metto su carta", di Mattia Grossi, edita nientepopodimeno che daaa... EDIZIONI LA GRU! Ebbene sì, dopo la lettura della raccolta "Sbramami" di Claudia Porta - per la mia recensione cliccate QUI - sono tornata indietro per chiederne ancora. E diciamocelo, miei cari animaletti deformati dal buio e dall'insonnia... non sono rimasta delusa. 



Titolo: L'insonnia genera mostri che metto su carta 
Autore: Mattia Grossi 
Editore: Edizioni La Gru 
Pagine: 160 
Prezzo: 14 euro 


 
Come definire questa raccolta in poche parole?
Il retro della copertina recita: "Personaggi tipici e atipici, elementi surreali calati in situazioni quotidiane con la voglia di meravigliare e instillare l'idea che qualcosa di stridente possa veramente accadere e diventare quasi familiare, come il capello sulla lente della teoria di Keith Richards. Grossi intenerisce e violenta al tempo stesso e lo fa con classe."
Direi che come descrizione, quella che ci viene proposta è più azzeccata. Di racconto in racconto ci vengono presentati personaggi tipici - un uomo morto in un incidente stradale, un ragazzo dentro un reality show, una donna ossessionata dal suo cellulare - in situazioni atipiche - l'uomo morto si ritrova a guardare il Bluray Disc del proprio cellulare con Dio, il ragazzo trova una finta-vera famiglia, la donna ha l'opportunità di telefonare la se stessa del futuro. Allo stesso tempo ci ritroviamo a leggere di personaggi atipici - un rinoceronte albino nano dai denti a castoro di nome Ariushua, un supereroe coi poteri di un pesce palla, un contrabbassista folle - in situazioni tipiche - il rinoceronte albino nano dai denti a castoro deve fare attenzione ai bracconieri, l'Uomo Palla cerca di riscattarsi dai bulli che per anni l'hanno riempito di insulti per via della sua stazza, il contrabbassista... no, ok, la storia del contrabbassista è folle e basta. E ci piace. 

Le storie di Grossi contrappongono inizi assurdi ed eccitanti a finali spesso amari, che ti lasciano con la bocca aperta e la sensazione di essere stato preso in giro. E ogni tanto mi sono ritrovata a scuotere la testa, domandandomi come ho potuto essere tanto ingenua da pensare che una storia sarebbe andata a finire come mi aspettavo. E ogni tanto mi sono ritrovata a sussurrare: "geniale". 

I miei racconti preferiti sono stati senz'altro: 
- Family show (un ragazzo prende parte a un reality show in cui dovrà fingere di essere parte di una famiglia inventata);
- Onyricon (il protagonista scopre di fare sogni premonitori, ma c'è una fregatura); 

- Reminescenzio 3000 (cosa succede quando hai la possibilità di perderti, ma di perderti davvero, nei tuoi ricordi?); 
- Il contrabbassista (neonati come t-shirt che non ti vanno bene, praticamente un sogno); 
- Timecall (se avessi la possibilità di telefonare al te del futuro cosa ti direbbe?) 

Ovviamente ce ne sono stati molti altri, che ho apprezzato, ma questi sono sicuramente quelli che mi hanno colpita di più - un po' per le premesse assurde e un po' per i finali che ho trovato azzeccatissimi e a tratti veramente bastardi. Senza contare gli ultimi due racconti, "Il Mida nero" e "L'Uomo Palla", che ho visto un po' come dei bonus. Grossi ci ha voluto regalare le origin stories di due supereroi improbabili da lui inventati, per poi abbandonarci con uno di quei "TO BE CONTINUED" da season finale che mammamia, lasciatemi. Insomma, non vedo così tanto l'ora di sapere qualcosa in più su questi misteriosi personaggi che sono andata addirittura a rompergli le palle per sapere qualcosa di più! 
Qui di seguito, le sue risposte alle mie domande. 


1) Parlami brevemente di te.
 Sono un ragazzo di 26 anni e lavoro come infermiere part time a Liverpool, dividendomi fra l'Inghilterra e l'Italia. Ho fatto questa scelta per avere il tempo libero di scrivere e continuare a sognare di rendere la scrittura una professione. 
 
2) Hai scritto oltre cose, oltre a questo libro? Se sì, dove si possono leggere? 
Ho scritto e pubblicato un romanzo "Edwin non dorme" con la stessa casa editrice La Gru e in più altri circa duecento racconti, che si possono trovare sul forum di scrittura "Writer's Dream". Scrivo da quando avevo diciotto anni e ho perso il conto dei racconti brevi totali. 

3) Cosa ti ha ispirato e invogliato a scrivere questo libro? I racconti sono stati scritti tutti con l'intento di metterli in questa raccolta o li hai riuniti solo dopo?
I racconti sono stati raccolti in un secondo momento, cercando di unire in un'unica opera quelli con la fantasia più distorta. Ciò che mi ha spinto e ispirato a scriverli è ciò che mi spinge a scrivere tutte le mie opere: il bisogno di stupire un'altra persona con una storia "strana" e anticonvenzionale. Voglio lasciare inquietudine in chi legge. 

4) Se dovessi paragonare il tuo libro a un'altra opera di qualsiasi tipo, quale sarebbe?
In generale cerco di non paragonarmi mai a nessuno, ma se devo dire un titolo con cui mi misuro spesso e volentieri, cercando di ricreare quella matta connessioni di eventi e continui stravolgimenti, dico "Che la festa cominci" di Ammanniti. Un punto di riferimento per questa raccolta di racconti e per la mia scrittura in generale. Il lettore viene strapazzato da una trama folle ed è ciò che io cerco in un libro. 

5) Quali sono i racconti di cui sei più orgoglioso?
"Nel safari del dottor Paveaux" è di sicuro quello che più mi è piaciuto scrivere, tante sono le stranezze e i cambiamenti del mondo attorno ai protagonisti, successivamente all'assunzione di ketamina. Anche "Family show" lo ricordo con piacere: è un racconto che un giorno mi piacerebbe ampliare, perché trovo che piegare una cosa pura come una famiglia all'insensibilità cinica di un reality show, crei non pochi spunti narrarivi. 

6) Hai dei progetti letterari futuri? Quando sapremo qualcosa di più sul Mida Nero e sull'Uomo Palla?
Il Mida Nero e l'Uomo Palla sono al momento congelati nella mia testa. Ci sarà sicuramente un romanzo con protagonisti superuomini nella mia produzione, perché trovo che si possa ancora raccontare di oltreumani, toccando gli aspetti più psicologici e intimi degli stessi. Al momento sto scrivendo un romanzo distopico con la scuola di scrittura Omero e mi sto concentrando su quello. Vorrei fosse il mio salto di qualità. 

7) Vorresti aggiungere qualcos'altro che non ti ho domandato?
Non ho molto altro da aggiungere, se non grazie infinitamente per l'intervista e per la lettura paziente. Spero che ci saranno altre occasioni di confronto costruttivo e di continuare sulla strada appena abbozzata. 


La recensione/intervista di oggi si chiude qui!
Mi raccomando, se siete amanti delle raccolte di racconti, o in generale siete in cerca di qualche scrittore che sia originale davvero, considerate l'acquisto di quest'opera. Sul serio, non penso proprio che ve ne pentirete. 



Firmato: la vostra soddisfatta HateQueen di quartiere.