11/06/16

Recensione + Intervista: Nico, Alice e l'isola del drago; Marcella Cassani

Buonasera a tutti, miei piccoli scagnozzi pieni d'odio! Avrevi voluto chiamarvi "minions", ma poi mi sono ricordata che ormai la parola "minion" è diventata un marchio per definire quelle insopportabili tic-tac gialle, perciò ho voluto evitare. Quest'oggi torno da voi con un'altra recensione. Eh già. Ho letto due libri in meno di una settimana? Che io stia diventando un essere umano appena rispettabile?
Nah. Probabilmente la mia produttività si esaurirà nel giro di 3... 2... 1...


 Titolo: Nico, Alice e l'isola del drago
Autore: Marcella Cassani
Editore: Autopubblicato
Pagine: 200
Prezzo: 3.99 euro (Kindle), 8.99 euro (Cartaceo)
Link alla pagina: https://www.amazon.it/Nico-Alice-Lisola-Del-Drago/dp/1530878705?ie=UTF8&psc=1&redirect=true&ref_=oh_aui_detailpage_o00_s00



"Nico, Alice e l'isola del drago" è il primo libro autopubblicato da Marcella Cassani. Come fascia d'età lo classificherei adatto a lettori dai sei ai dodici anni, ma io sono sempre stata una fan di chi legge anche al di fuori del suo target - probabilmente è dovuto al fatto che sono cresciuta con un papà che ha sempre letto di tutto, e che per primo mi ha fatto conoscere romanzi per ragazzi come potrebbero essere "Harry Potter" e "Lo Hobbit".
Come il sovracitato libro di Tolkien, quella di Nico è una storia d'avventura che figura anche un drago. Certo, il genere è diverso, ma la magia c'è. Io l'ho sentita.
Era un po' di tempo che non leggevo un libro per bambini, e questo mi ha fatto venire voglia di ricominciare. Sono molto dispiaciuta di non aver letto questa storia quando avevo l'età, perché so che mi avrebbe fatta sognare mille volte di più di quanto non l'abbia fatto adesso. E mentre leggevo non potevo fare a meno di sentire il profumo delle estati che passavo col mio fratellino alla casa dei miei nonni in Puglia, dove in assenza di compagnia ci inventavamo le avventure più strane, improvvisandoci maghi o eroi in cerca di creature magiche e segreti nascosti che gli adulti non potevano vedere. Dopotutto, "Nico, Alice e l'isola del drago" parla di questo. Parla dell'avventura che qualunque ragazzino vorrebbe vivere, di misteri celati agli occhi disattenti e... beh, di draghi.
Lo stile di Marcella è semplice e lineare, e la storia è costruita bene. Ha un ritmo incalzante che non lascia neanche uno spazio alla noia, in ogni pagina succede qualcosa. Ci ho messo appena due serate, a divorarmelo tutto, e non solo perché è lungo duecento pagine - una volta ho letto un libro di duecento pagine in un mese intero, tanto faceva cagare - ma proprio perché è una piccola perla, nel suo genere. 


Ora: avendo io contattato l'autrice su Twitter - potete trovarla qui - sono riuscita a porle alcune domande, in modo da rendere questa recensione un po' più interessante. Eccovi quindi, di seguito, la mia breve intervista!

1) Parlami brevemente di te.
Marcella, quaranta e qualcosa anni. Infanzia felice, un amore smisurato per i libri, i film classici, la musica (anche non classica), ho fatto studi noiosi e ho cominciato a lavorare presto.
Ho sempre voluto scrivere e l’ho sempre fatto, fin dalle scuole elementari: diari, racconti,lettere ai giornali.
Sognavo di diventare una scrittrice come Jo di Piccole Donne, non ho mai voluto fare altro, desiderato altro: non la giornalista, non la saggista, proprio solo e soltanto la scrittrice.
Ho sempre avuto tantissime idee, e spesso riuscivo anche a metterle per iscritto, in brevi racconti; più volte ho iniziato romanzi pieni di personaggi bellissimi, interessanti e particolari che però non riuscivo mai a finire.
Poi l'estate scorsa mio figlio di otto anni non trovava nulla di interessante da leggere (è un tipo piuttosto esigente, con le idee molto chiare), così mi sono chiesta perché non lo potessi scrivere io, quel libro, “con draghi e bambini, un animale, avventure, misteri, e anche un po’ di fantasia”.
Ecco com’è nato "Nico, Alice e l’isola del drago".

2) Hai scritto altre cose, oltre a "Nico, Alice e l'isola del drago"? Se sì, dove si possono leggere?
Ho i cassetti pieni di racconti e inizi di romanzi, per la maggior parte di genere romance, ma nulla di pubblicabile - e nulla che voglia veramente far leggere a qualcuno.


3) Cosa ti ha ispirata e invogliata a scrivere questo libro?
Da lettrice negli ultimi anni mi sono piaciuti soprattutto i libri d'avventura e i fantasy distopici, anche YA. Come dicevo, cercando letture per mio figlio, mi sono accorta che a parte le opere di Pierdomenico Baccalario non riuscivo a trovare nulla che si avvicinasse ai romanzi pieni di colpi di scena, inseguimenti, mappe del tesoro e personaggi sfaccettati che mi piacciono tanto.
Così mi sono messa con lui (mio figlio, non Baccalario) a cercare di capire quali fossero gli elementi che riteneva importanti perché un libro attirasse la sua attenzione: il numero e il tipo di personaggi principali, l'ambientazione, se ci dovesse essere o meno un mistero da svelare, gli eventuali pericoli.. e poi naturalmente i draghi.

4) Se dovessi paragonare il tuo libro a un'altra opera di qualsiasi tipo, quale sarebbe?
Posso dire di essermi ispirata ai grandi classici di Verne che leggevo da bambina, come "Viaggio al centro della Terra" e "L'isola misteriosa", ma non oso paragonare il mio libro con queste pietre miliari della letteratura per ragazzi. Sono molto contenta quando qualcuno mi dice che la mia storia ricorda un po' queste avventure d'altri tempi.

5) Hai dei progetti letterari futuri?
Per adesso non penso ad un seguito di "Nico, Alice e l'isola del drago" anche se, nonostante abbia nel cassetto un'idea già molto articolata per un romanzo chicklit, sorprendentemente ho voglia di scrivere un altro libro per ragazzi. Ho già qualche idea e diciamo che sono in fase di ricerca - leggi: mio figlio insiste per scegliere i nomi dei personaggi principali e litighiamo perché a me non sempre sembrano adatti.
Questo nuovo romanzo lo vedo come il primo di una breve serie, una trilogia magari, per riuscire a sviluppare meglio i personaggi principali e scrivere una storia un po' più articolata.


E con questo anche per oggi è tutto, miei cari telespettatori! Ci becchiamo alla prossima recensione - o al prossimo TAG del demonio. 


Firmato: la vostra televisiva HateQueen di quartiere.





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