12/05/16

Recensione: Sbramami; Claudia Porta

Inizio a scrivere questo post che sono le due di notte passate, ho visto mezz'ora di "Ritorno al Futuro II" e ho lasciato perdere, troppo presa da altri pensieri. Ho il primo episodio della sesta stagione del Trono di Spade che ancora mi gironzola per il cervello, nonostante io l'abbia visto lunedì sera... e siamo agli inizi di giovedì. Insomma, il mio stato mentale è strano. È lo stato mentale di una a cui mancano poco meno di cinquemila parole, per raggiungere il wordcount prefissato per questa sessione di Camp NaNoWriMo. È lo stato mentale di una a cui mancano ancora tre incipit da valutare, per l'edizione di quest'anno del Torneo IoScrittore. Lo stato mentale di una che si è resa conto da poco che probabilmente non riuscirà a partecipare al Salone del Libro di Torino. 

Voglio che sia chiaro che mi sento un po' timorosa, nello scrivere questa recensione. Mi sento timorosa perché questo libro mi è piaciuto così tanto, e ho paura di corromperlo. Rovinarlo. Ho paura di dire qualche stronzata fuoriluogo, o di sparare qualche banalata su un'opera che di banale non ha proprio niente. Partiamo in maniera schematica, come sempre. Giusto per mettere in chiaro tutte le etichette. Giusto per imporre un inizio a quello che probabilmente si riducerà in un mio farneticare. 

(Questa piccola introduzione ho deciso di lasciarvela, per farvi capire da quanto tempo è che lavoro a questo post. Tre settimane? All'incirca, sì. E ancora sto in quello stato mentale lì, e ancora ho paura di scrivere qualche boiata. Scrivere di questo libro è difficile nonostante io sappia che, di fondo, non mi sta ascoltando proprio nessuno.)


Titolo: Sbramami
Autore: Claudia Porta
Editore: Edizioni La Gru
Pagine: 206
Prezzo: 13 euro
Link alla pagina: http://www.edizionilagru.com/catarsi/83-sbramami-9788897092315.html 


Per prima cosa vorrei parlare della casa editrice, "Edizioni La Gru", giusto per sciogliermi un pochino. Si tratta di una piccola casa indipendente nata a Padova nel 2005, e successivamente trasferitasi nel Lazio. La sua linea editoriale è bizzarra e interessante, o come è citato nel sito stesso: "coraggiosa, direi kamikaze". Erano un po' di anni, che sbavavo sul loro sito, spulciando il loro catalogo e intendendo svuotare i loro scaffali, ma al contempo desiderando di essere una delle loro scrittrici. Posso dire che tra molte case italiane, è tra quelle che mi affascinano di più, per qualche motivo. E l'ho conosciuta tramite la pubblicità del libro "Sbramami" all'interno di un blog che credo di aver letto nel 2012. Doveva essere questo, il primo libro che gli avrei ordinato, e anche se con svariati anni di ritardo - ci ho messo molto tempo, a prendere confidenza con gli acquisti online - ce l'ho fatta. E non potrei essere più soddisfatta.
Una delle prime cose che mi ha colpita, di questo libro, è stata la meravigliosa copertina, a cura di Conrad Roset - un artista fantastico, andatevelo a cercare immediatamente, un sacco di capezzoli. In ogni caso tutte le copertine nel catalogo della Gru hanno un fattore "wow" che spesso alle piccole case editrici manca. Come ex studentessa di un artistico, posso dire con estrema sicurezza che la maggior parte delle volte la situazione è: no copertina figa, no party. Insomma, qui c'è un sacco di party.
Adesso vi starete chiedendo qualcosa del tipo: "oh, amica, quand'è che parli un po' di 'sto cazzo di libro?" Eh, n'attimo, ci arrivo. Ve l'ho già detto, che ho un po' di paura? Fatemi temporeggiare. Solo un pochino. Ino. No.
"Sbramami", di Claudia Porta, è una raccolta di racconti allucinati e allucinanti. È atmosfere candite e fosforescenti, città di zucchero bagnate di sangue. Una guerra civile tra burro d'arachidi e marmellata, o tra marshmallows e cioccolata. Tra cupcakes e glassa colorata. Me lo sono "sbramato" in due sere, e per tutto il tempo, durante il giorno, che non passavo a leggerlo, continuavo a pensarci, non vedendo l'ora di buttarmi a letto prima di andare a dormire e divorarmi ciò che era rimasto. Mi sono sentita un po' come la protagonista di uno dei racconti, tutta presa da un'ossessione come lo sono loro. Perché il filo conduttore che unisce tutte le pagine è proprio questo, l'ossessione. Si tratta di un argomento che ho sempre sentito vicino. 
Qui di seguito voglio citare alcuni dei racconti che mi sono piaciuti di più in assoluto, dandovi anche un assaggio delle loro trame - senza spoiler, ovviamente, perché mannaggiallecose le persone che fanno gli spoiler le mazzo tutte!
La pianta che ho in pancia: una ragazza mangia un gelato alla frutta e ingoiando dei semi al suo interno rimane incinta di una piantina speciale. 
La ragazza dai capelli rosa: una ragazza affetta da tricotillomania si innamora di una ragazza dai capelli perfetti e rosa, e comincia a pensare solo a lei.
Onicofagia: una donna ossessionata dal mangiarsi le unghie un giorno decide che le sue unghie non sono abbastanza. 

La mastomorfosi: una ragazzina si sveglia una mattina scoprendo che durante la notte le sono cresciute delle tette enormi. (La protagonista si chiama Sofia Samsani... avrei potuto piangere, che bello.)
La ragazza che vomitò l'anima: una bulimica vomita l'anima. Letteralmente.
Sindrome premestruale: disturbi alimentari, malinconia. C'è persino un collegamento a uno dei racconti precedenti che mi ha fatta sorridere - un'altra cosa che ho adorato di questo libro è che pare che tutti i racconti si svolgano nello stesso universo, e alle volte si intrecciano nei modi più sottili e inaspettati.
Non sono claustrofobica: certe persone amano talmente gli ascensori che farebbero di tutto, per godersi a pieno il viaggio.
La doccia: una ragazza ossessionata dal contatto con l'acqua ha smesso del tutto di uscire dalla doccia, e ormai vive al suo interno. 


Questi ovviamente erano solo alcuni, dei migliori racconti. Una menzione importante va anche a "La vergine e l'unicorno", "Aspettando Penelope", "Orsetti gommosi" e "Panna fa planking", ma in realtà sono tutti dei piccoli capolavori. Premesse assurde, finali macabri e scioccanti. Potrei viverci, in un mare fatto solo di storie del genere. Potrei affogarci, sul serio. 


Firmato: la vostra esagerata HateQueen di quartiere.

3 commenti:

  1. Wow, sono sicura che questa raccolta di racconti piacerebbe un sacco anche a me! Amo questo genere visionario e carnale nei racconti!!*-*

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    1. Spero che tu decida di leggerla, allora! Poi in caso mi fai sapere che ne pensi! :D

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  2. Gran bella recensione! Molto brava, complimenti

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