31/05/16

Un altro LIEBSTER AWARD; Le mie prossime letture

Quindi, uhm... cosa? Non me n'ero accorta e sono stata nominata un'altra volta. Questa volta è stata Valentina Bellettini, a candidarmi, autrice del blog Universi Incantati. Di lei dovreste sapere che ha pubblicato cinque romanzi di cui tre fanno parte della stessa serie, "Eleinda". Qui un link alla scheda del primo volume! Un giorno dovrò leggermelo anch'io, assolutamente. La trama, per quanto mi riguarda, promette benissimo.

Oggi comunque parlerò del Liebster solo brevemente, giusto per rispondere alle domande e fuggire di nuovo nel mio antro, che tanto altri undici fatti random su di me non li vuole sentire nessuno - e non ci sono neanche, perché sono una persona vuota - e non saprei che altri blog consigliarvi, visto che già l'ultima volta per trovare blog che fossero sotto i 200 iscritti mi sono dovuta dissanguare. Sì, insomma, sono rimasta l'unica stronza che ha soli 20 lettori. Chissà perché, eh? Due domande fattele, signora REGINA DELL'ODIO.
In seguito, giusto per arricchire un po' il post, vi elencherò le mie attuali letture in corso e quelle che ho intenzione di intraprendere subito dopo, giusto per ricordare a me stessa che questo blog dovrebbe parlare di libri, a un certo punto.
Iniziamo.

1) A che ora pubblichi solitamente i tuoi post? Anche se la maggior parte dei miei post è scritta a tarda notte, perché è il momento in cui sono più produttiva in assoluto, mi impongo sempre di pubblicarli il giorno dopo nel pomeriggio, intanto perché voglio almeno dare un'impressione di sapere cosa sto facendo con la mia vita, ma anche perché mi rendo conto che nel pomeriggio si collega più gente - tanto alla fine non li legge nessuno lo stesso, è inutile che faccio la tattica.
2) Hai delle tue rubriche, o hai adottato quelle già conosciute (tipo WWW o Teaser Tuesday?) Rubriche... beh, mi sono unita all'iniziativa del venerdì di Twins Books Lovers, "5 cose che..." ma a parte questo no, non ho appuntamenti fissi. Diciamo che i tipi di post che pubblico sono divisibili tra: scleri appassionati, recensioni stentate, booktag carini in cui mi imbatto e che uso come tappabuchi e qualche consiglio di scrittura da parte di una che di consigli nella vita non dovrebbe darne MAI.
3) Segui le video-recensioni su YouTube? Sì! No. Ogni tanto. Sono iscritta ad alcuni canali di videorecensioni ma alla fine non guardo mai un cacchio. Mi sta simpaticissima Ilenia Zodiaco che mi ha fatta morire col suo video di un'ora e mezza su "After", però ragazzi, non si può guardare un'ora e mezza di video su "After". Immaginate quanto non c'avevo voglia di fare un cazzo quel giorno. In compenso adoro i canali che parlano di scrittura, in particolare quello di Jenna Moreci - è americana, quindi se non masticate l'inglese vi va male.
4) Quanti libri leggi, in media, in un anno? Non quanti vorrei. In generale cerco di leggerne almeno quattro al mese, ma ci sono periodi in cui leggo tantissimo e velocissimo e altri in cui m'impantano. Quindi sì, faccio un po' schifo di fronte a tutti voi divoratori di pagine, me ne rendo moltissimo conto.
5) Scrivi recensioni solo nel tuo blog o le inserisci anche nei social o negli store online? Solo nel blog, e già è troppo.
6) Sei solita prendere dei libri in prestito in biblioteca? No. Non li prendo in prestito neanche dagli amici, un terzo del piacere della lettura per me sta nel fatto di comprarmeli, per qualche motivo. Gli unici due libri che ho preso in prestito sono stati "Colpa delle stelle" e "Cercando Alaska", perché a quanto pare non sono destinata a dare soldi a John Green. Cioè, di suo ho comprato "Città di carta", che guarda caso è stato quello che mi è piaciuto di meno.
7) Leggi gli esordienti italiani? Fino a poco tempo fa no, ma dopo essermi resa conto dell'errore ho deciso di rimediarvi. Infatti consiglio a tutti voi di dare un'occhiata alla recensione di "Sbramami" di Claudia Porta che ho pubblicato un po' di tempo fa.
8) Libri scritti in terza persona o in prima persona? Li leggo entrambi, ma preferisco di gran lunga la prima persona - soprattutto se fatta come dico io.
9) Libri auto-conclusivi o serie/saghe? Entrambi.
10) Programmi i tuoi post o scrivi di getto? Ho svariati post salvati in coda e che intendo scrivere, un giorno, quindi direi che li programmo.


PASSIAMO ORA ALLA SECONDA PARTE DEL POST. Letture correnti e future.


 Abbiamo "Shadowhunters - Città delle anime perdute", che avevo inserito nella lista dei 5 libri che non ho terminato. E ancora non l'ho terminato, diciamo che l'ho lasciato lì a vegetare e ogni tanto vado avanti di qualche pagina. La noia e la pesantezza, ragazzi. Non vedo l'ora di essere alla fine, non ne posso veramente più. 





Nel frattempo mi sto leggendo "Until Beth", di Lisa Amowitz, che si sta rivelando davvero carino. Quando l'avrò finito ve ne parlerò meglio, per ora vi basti sapere che il libro è in inglese e la sua scrittrice è, appunto, Lisa Amowitz, che oltre a scrivere è anche una graphic designer - la copertina se l'è fatta da sola e personalmente la ADORO - e vive a New York. Questo è il suo sito web. 





Subito dopo "Until Beth" ho intenzione di leggere "Nico, Alice e l'isola del drago", il romanzo per bambini e ragazzi autopubblicato di Marcella Cassani. Per essere un romazo autopubblicato bisogna dire che la copertina è veramente bellissima, i miei più sentiti complimenti! Qui un link al profilo twitter dell'autrice! 







Chiuso il libro della Cassani passerò a "Ibrido", di Isa Thid, autrice del blog "maledetta tastiera". In realtà ho già letto il primo capitolo e devo dire che l'ho apprezzato. Si tratta di un urban fantasy incentrato sulle streghe e ambientato in Italia, con un tocco di situazioni inquietanti che a me personalmente piacciono sempre. Non vedo l'ora di leggere il resto per potervene parlare un po' meglio! 




Una volta finito "Ibrido" mi butterò finalmente tra le pagine di "Eve: The Awakening", il primo romanzo autopubblicato di Jenna Moreci, la vlogger di cui vi parlavo sopra. Dovrebbe trattarsi di un romanzo YA fantascientifico. Ha fatto un sacco di vendite e recensioni positive, quindi direi che promette molto bene. 







Ultimo, ma non meno importante, c'è "Jack Frusciante è uscito dal gruppo", che ho comprato qualcosa come un mese fa e ancora non ho avuto l'occasione di leggere. A parte il fatto che erano anni che volevo averlo, ma finiva sempre che leggevo qualcos'altro. Questa volta, però, mi tocca davvero. Ne ho sentito parlare tantissimo, qualcuno di voi l'ha già letto? 





Questo post sconclusionato e un po' raffazzonato si chiude qui. Spero che abbiate apprezzato il mio sforzo di proporvi dei contenuti almeno un pochino stimolanti, ahahah. Alla prossima!

Firmato: la vostra leccaculo HateQueen di quartiere.

30/05/16

Il motivo per cui non dovremmo rinunciare al turpiloquio.

Ci tengo a sottolineare che questo è un argomento che ho davvero a cuore. Prenderei questo argomento e me lo stringerei contro il petto, per poi sussurrargli parole dolci all'orecchio. Gli direi che è speciale, davvero speciale, e che gli stronzi che lo prendevano in giro a scuola non ci avevano capito un cazzo. Sì, ho detto "stronzi" e "cazzo". In un blog letterario. Devo proprio essere uno scherzo della natura!


Allora, ragazzi, il punto è questo: di opinioni ne ho lette e sentite, negli anni, su questo argomento, e mentre con alcune persone potevo concordare, devo dire che molte volte mi sono ritrovata a pensare "che opinione di merda". Non è neanche una questione di "ognuno la pensa a modo suo". È una situazione oggettiva, quella di cui vorrei parlarvi. È la pura e semplice verità. Le persone dicono le parolacce.
Se c'è una cosa che trovo indispensabile, più all'interno di un'opera di finzione che nella realtà vera e propria, è il realismo. Perché non c'è bisogno di realismo nella vita di tutti i giorni, crediamo a ciò che ci succede perché è vero, è appunto reale, ce lo abbiamo davanti agli occhi. Per credere a una baggianata scritta su carta, invece, abbiamo bisogno che sia credibile davvero. E non parlo di un genere in particolare, parlo di tutti i generi. Odio quando mi lamento della mancanza di realismo in un'opera fantasy e mi si risponde: "oh, scema, guarda che è fantasy!" NO. NO, NO E ANCORA NO.



Sentii parlare di sospensione dell'incredulità per la prima volta quando lessi "On Writing", del mio amato Zio King. La sua opinione, a riguardo, era la seguente:



"In un libro, attraverso lo strumento di una storia inventata, si deve dire la verità su come la gente parla e si comporta. È una specie di patto con il lettore: è una storia finta, ma deve sembrare vera, il trucco è tutto qui." 


Solo che se lo dico io sono una scema, se lo dice Stephen King magari ci si crede un attimino di più. Quindi vi copincollo un'altra bella citazione, questa volta del signor Coleridge, che scrisse "The Rime Of The Ancient Mariner" nell'800 e già vedeva più lontano di certi parrucconi in circolo al giorno d'oggi.



"Il lettore sospende volontariamente la sua incredulità razionale, immergendosi pienamente nel mondo fantastico di una storia, quando questa è raccontata secondo le sue leggi interne di credibilità. Tutto questo crolla nel momento in cui il lettore coglie una svista di qualsiasi tipo." 


Penso che a questo punto ci siamo capiti, no? Quindi posso andare avanti.
Io credo fermamente che in certi casi i colloquialismi siano necessari, o comunque dovrebbero essere compresi e non criticati. L'avrete letta, almeno una volta nella vita, una storia scritta in prima persona. Ordunque, non vi sta altamente sulle palle quando leggete di, che ne so, un ragazzino di sedici anni che narra la sua vita in prima persona presente come se fosse un signorotto dell'800, esibendosi in descrizioni arzigogolate di raggi di sole che bagnano strade acciottolate della loro luce e usando congiuntivi con la facilità con cui, a quell'età, un suo qualunque coetaneo passerebbe la giornata a masturbarsi?
È importante distinguere la conoscenza della lingua che ha l'autore dalla conoscenza della lingua che ha il suo personaggio, come è importante distinguere l'autore dal personaggio in qualunque altro caso. Non è che se il protagonista di un romanzo è un neo-nazista significa che lo è anche il suo scrittore. Non è che se il protagonista di un romanzo ha intenzione di mangiare il vostro fegato con un po' di fave e del buon Chianti significa che il suo scrittore ha intenzione di fare lo stesso. Quindi perché il fatto che lo scrittore sia un letterato dovrebbe rendere tutti i suoi personaggi delle personcine speciali dalla parlata sciolta e i pensieri tutti precisi e ordinati? Perché la gente scambia ancora un flusso di coscienza per un episodio di cattiva punteggiatura? Perché la gente ancora legge un dialogo grammaticalmente scorretto e prende l'autore per un buzzurro? Riassumendo: PERCHÉ LA GENTE È SCEMA!?



I libri sono certe volte percepiti come templi, luoghi sacri in cui le oscenità della vita reale non dovrebbero entrare, perché "leggere è una fuga dalla realtà!!!!11!1" E allora siate coerenti e non venite a lamentarvi quando la tipa di "50 Sfumature di Grigio" vive le sue letteralmente incredibili avventure, perché verrò a staccarvi un braccio e a usarlo per colpirvi ripetutamente, in quel caso. Non potete inneggiare al surrealismo solo quando vi fa comodo, e che cavolo. Riprendetevi.
Poi chissà perché non si scandalizza nessuno, guardando un "Pulp Fiction" o un "Trainspotting" o una serie tv come "Misfits". EH MA LE AVVENTURE SU SCHERMO SONO UNA COSA DIVERSA e invece no. Cioè, sì, lo sono... ma per altri motivi. Personalmente credo che bisognerebbe percepire le storie per quello che sono, ovvero storie. Il mezzo con cui si sceglie di raccontarle può cambiare e avere regole diverse da un altro, ma sempre della stessa roba si tratta. E non è che i libri siano superiori al cinema, o alle serie tv. C'è sempre un lavoro dietro. Può essere un lavoro fatto a regola d'arte o un lavoro di merda, ma sempre lavoro è. Quindi per qualche motivo quando Jesse Pinkman urla "BITCH" cinquantaquattro volte in cinque stagioni di Breaking Bad va bene, ma se Begbie nel libro di "Trainspotting" dice una parolaccia ogni cinque parole si tratta di "uso compiaciuto della volgarità e del cattivo gusto". Vi giuro che queste parole le ho lette davvero. Non si parlava di Begbie, in quel caso, ma la situazione era la stessa - anzi, era forse meno "grave".
Sono un po' stanca e arrabbiata, ragazzi miei, ma credo che a questo punto non ci sia bisogno di specificarlo. Sono stanca di sentirmi dire che ciò che scrivo è "troppo", di non poter scrivere come diavolo mi pare, di aver paura di usare la mia voce. Di pensare "magari se abbasso un po' i toni ho più possibilità di sfangarla". Sono arrabbiata per tutte le volte che una mia storia è stata buttata giù per motivazioni fuori dal mondo che venivano fatte passare per "problemi di stile" e per tutte le volte che mi è stato detto che dovevo lavorare su grammatica/punteggiatura/simpatia, quando tutte le scelte che avevo fatto erano pensate, non frutto di errori o refusi. Ditemi che il mio protagonista vi sta sulle palle. Ditemi che la mia storia non ha alcun senso. Ditemi che il finale vi ha fatto cagare, che un passaggio sarebbe stato meglio spiegarlo meglio, che il titolo è una merda. Ma non lamentatevi perché un racconto horror presenta tematiche delicate e moralità ambigua. Non lamentatevi se il mio protagonista in prima persona cerca di fingersi una persona vera e ha delle opinioni che non vi stanno bene, o parla come la sua personalità e il suo stato sociale gli impongono. Vi prego. Vi prego fermatevi a pensarci un attimo su, quando criticate un paragone troppo ardito o una frase che un professore di Oxford non direbbe neanche sotto tortura. È probabile - non dico ovvio, perché non si sa mai - che un motivo ci sia, se è stata messa lì. Ok? Voglio dire, non l'avete mai conosciuta una persona incapace di fare paragoni? Non siamo tutti scrittori e sì, qualcuno al mondo potrebbe aver pensato, un giorno, che il suono della voce di una persona che odiava somigliasse a una scoreggia in una teiera. Perché non può pensarla anche un personaggio in un libro, una cosa del genere? Perché le persone che leggiamo nelle storie devono essere sempre così perfette e inumane?
Ci tengo a precisare che con questo non voglio assolutamente dire di essere una brava scrittrice e di non meritare una critica al mondo. Non sono una che quando sbaglia se la prende - non più di chiunque altro. Solo che riconosco quando una critica è ingiusta e quando non lo è, e riconosco quando un elemento in una mia storia dovrebbe essere cambiato e quando dovrebbe essere lasciato esattamente così com'è. E questo post non lo sto scrivendo solo per me stessa, per redimermi di fronte al mondo e sentirmi una Persona Meglio. Lo sto scrivendo perché la gente di cui vi ho parlato sopra esiste davvero. Esiste la gente che ride alle battute volgari di Nathan su "Misfits" e poi se la prende se legge "scemo" in un libro. Esiste la gente che prende tutto per volgarità gratuita e che probabilmente sul suo scaffale tiene solo Nicholas Sparks e "La bambina della Sesta Luna", altrimenti non si aspetterebbe di trovare nei libri solo messaggi positivi.
Mi rendo conto di aver farneticato forse un po' troppo a lungo e che a questo punto avrete smesso tutti di leggere, quindi direi che posso anche chiudere qui. Mi dispiace se ciò che avete letto vi ha dato l'impressione di essere lo sfogo di una ragazzina che prende le cose un po' troppo sul personale, vi giuro che l'intenzione non era quella. Spero di non esservi risultata insopportabile o deficiente, come lo spero sempre quando esprimo la mia opinione in pubblico. Soprattutto quando sono convinta come lo sono ora di avere ragione.


Oh, e sappiate che se un libro non contiene parolacce non me la prendo, eh. Alla fine è una scelta che si basa sul target e sulle preferenze dell'autore, e finché non rovina la storia o la sovracitata sospensione dell'incredulità mi va bene tutto. Sta di fatto che preferisco sempre trovarmi di fronte a uno stile realistico, anche a patto di dover rinunciare alla poesia - anche se non credo che le due cose debbano essere per forza separate.
Ok, questa volta ho finito per davvero. Ci vediamo alla prossima incazzatura!

Firmato: la vostra anti-censura HateQueen di quartiere.

27/05/16

5 cattivi dei film - 5 Cose Che... #2





Io mi rendo conto di fare un po' schifo. Davvero, lo so. Da venerdì scorso non ho pubblicato altro che tag, invece di tutti gli altri post che ho messo in coda e che potrebbero sembrare un po' più impegnati. Però oh. Io non sono una persona impegnata. Sono una merda. Quindi eccovi l'ennesimo semi-tag - il fatto che sia un tag fighissimo magari mi redime un pochetto. 



Siamo dunque giunti al mio secondo post facente parte della rubrica "5 cose che..." indetta dal blog Twins Books Lovers. Per iscrivervi all'iniziativa non dovete far altro che entrare nel gruppo su facebook! Ogni venerdì pubblichiamo una lista di cinque cose, che siano inerenti ai libri o meno non pare fare troppa differenza.

Questa settimana ci incentriamo sui migliori cattivi dei film. Personalmente ho voluto che tutti i miei cattivi fossero effettivamente cattivi dei film, quindi niente roba derivante da libri o fumetti - non aspettatevi di trovare un Voldemort, un Joker, un Pinguino, un Hannibal Lecter, o altri amiconi letterari. VOGLIO PARLARE DI FILM. FILMONI. CATTIVONI DEL GRANDE SCHERMO E STOP, niente adattamenti di alcun genere. Ed è stato difficile, devo dirvelo. Tutti quelli che mi venivano in mente erano usciti fuori da qualche altra parte, ma alla fine ce l'ho fatta e devo dire che sono anche abbastanza soddisfatta. Iniziamo. 


#1: Calvin Candie (Django Unchained)


Sorvoliamo il fatto che amo Leonardo DiCaprio. Sorvoliamo il fatto che amo Tarantino. Sorvoliamo il fatto che questo è uno dei miei film preferiti in assoluto. QUANTO CAZZO È FIGO CALVIN CANDIE!? Interpretazione magistrale, innanzitutto. Candie è uno di quei cattivi psicolabili che ami e odi al tempo stesso, e che ti sa terrorizzare. Indimenticabile la violentissima scena in cui fa combattere gli schiavi fino alla morte, o quando si mette a urlare a tavola zittendo tutti i commensali e tutti gli spettatori con un singolo bicchiere spaccato - era un bicchiere? Mica me lo ricordo.
Ignorante e cattivo, eppure tremendamente affascinante - non solo perché è uno gnocco di quelli duri. E il suo litigio infantile col Dottor Schultz? Indimenticabile.

#2: Lo Zingaro (Lo Chiamavano Jeeg Robot)




In questa lista ho voluto inserire anche un film italiano non solo per la mia innegabile bontà d'animo, ma anche perché dopotutto se lo merita. È vero, "Lo Chiamavano Jeeg Robot" potrebbe non essere stato il capolavoro assoluto che mi aspettavo - credo che a questo film siano stati scusati una marea di cliché che sarebbero bastati a seppellire un film d'oltreoceano sotto una valanga di critiche - ma è anche pieno di genialate. Come il fatto di volerci costantemente ricordare che siamo in Italia, siamo in Italia, SIAMO IN ITALIA, buttandoci in faccia tutto il trash e i reality e la Bertè che avremmo voluto evitare per il resto della nostra vita... ma in modo positivo.
Questo cattivo - come molti cattivi - ha completamente rubato la scena al protagonista, con le sue scenette da schizoide e la sua innegabile e comicissima trashaggine nostrana. È un personaggio veramente bello da vedere, con la sua trasformazione da piccolo nulla che vuole essere qualcuno a super villain glitterato. Veramente fantastico. E poi quando mai si è visto un super villain che si chiama FABIO!?


#3: Scar (Il Re Leone)





Ho voluto inserirci anche un bel film d'animazione perché sì, e Scar è sempre stato il mio cattivo Disney preferito. A parte il fatto che non avrei mai pensato di poter trovare sexy un leone - i cartoni ti fanno sempre esplorare un lato oscuro e innominabile di te - ma Scar dev'essere l'unico Disney Villain che davvero riesce a fare qualcosa, a un certo punto. Perché giuro che ci penso e ci ripenso, ma non mi viene in mente nessun cattivone animato che sia riuscito a farmi piangere come ha fatto lui uccidendo Mufasa. Quello che voglio dire è che stanno tutti a parlare e a cantare le loro canzoncine, ma mai nessuno che passi all'azione. E QUESTO PIGLIA E AMMAZZA MUFASA!? MA OH. Parlando di canzoni, la sua è una delle mie preferite in assoluto, tra quelle dei musical Disney. Ce l'ho anche nell'mp3. E sì, siamo nel 2016 e io ancora ho un mp3. Denunciatemi. (iTunes, non mi avrai mai!)



#4: Palpatine (Star Wars)




Ammetto di essere entrata nel fandom di Star Wars solo di recente (l'estate scorsa) per colpa del mio ragazzo e della mia migliore amica, ma devo dire di non essermene pentita. È vero, la storia è semplice e magari un po' infantile, a tratti, ma oh, è pur sempre una bella storia. E mi rendo conto che chiunque altro avrebbe scelto un Darth Vader o un Kylo Ren (a me Kylo è piaciuto, se non l'avete apprezzato potete pure succhiarmela) ma il vero cattivo è lui. L'Imperatore. E tra tutti i cattivi di questa lista è l'unico cattivo per cui nutro un vero e proprio odio cieco. Il bello di Palpatine è questo: fa quello che dovrebbe fare, e cioè essere un pezzo di merda senza scusanti. Io sono una che di solito i cattivi li ama tutti a prescindere - rendiamoci conto che amo persino Joffrey del Trono di Spade - ma lui proprio mi sta sul gozzo. Sarebbe un marito perfetto per quella merda che vola della Umbridge, ve lo dico. Bugiardo e intelligente, egoista, despota, stronzo. Questo è Palpatine. E per questo si merita almeno un mini riconoscimento.


#5: Ghostface (Scream)



 

Non so quand'è che Scream 1 è diventato il mio comfort film, ma so che è successo. Insomma, è quel film che metto su quando la vita comincia a farsi strana e non ho voglia di stare a pensare a niente. Mi ricorda quand'ero piccola e facevo dolcetto o scherzetto con la mia migliore amica, per poi tornare a casa mia a vedere un film dell'orrore fingendo di essere abbastanza toste per finirlo tutto. Questo dev'essere stato uno dei primi.
Mi piace Ghostface perché è semplice e iconico, e mi piace soprattutto il finale a sorpresa, ovvero cosa si cela sotto la maschera. Diciamo che è più di quello che sembra... un po' in tutti i sensi. Ma niente spoiler. Se ve ne frega qualcosa ve lo andate a scoprire da soli, altrimenti lasciate stare.
Sappiate che comunque come horror non fa per niente paura e anzi, è molto tranquillo, ma ha dei personaggi molto carini e se siete persone dallo stomaco delicato potete guardarlo senza timore... almeno lo spero per voi, altrimenti siete proprio dei cagasotto. 



Firmato: la vostra vagamente offensiva HateQueen di quartiere.

21/05/16

Se c'era una cosa che non mi aspettavo era di beccarmi un LIEBSTER AWARD.



Buon pomeriggio a tutti. 
Prima di cominciare a spiegarvi di cosa si tratta ci tengo a precisare che ne avevo molto sentito parlare, girando tra i blog altrui, e che nel profondo del mio cuoricino invaso dall'ego speravo un pochino che qualcuno me lo assegnasse, ma non avrei mai pensato che sarebbe successo davvero. Io? Un premio? A qualcuno è piaciuto il mio blog satanico? Mi commuovo tantissimo. c': 

A nominarmi è stata la carinissima sara traipapaveri, che appunto dirige il blog "Sara tra i papaveri".  

Questo piccolo premio non è altro che un riconoscimento per blog piccolini come il mio che abbiano meno di 200 iscritti - io ne ho meno di 20, quindi insomma... é_é 

Le regole dell'iniziativa sono le seguenti: 

1 - Ringraziare i blog che ti hanno nominato e assegnato il premio
2 - Scrivere qualche riga (max 300 parole) per promuovere un blog interessante che seguite
3 - Rispondere alle 11 domande poste dal blog o dai blogger che ti hanno nominato
4 - Scrivere a piacere 11 cose di te
5 - Premiare a tua volta 11 blog
6 - Formulare 11 domande per i blogger che si nomineranno
7 - Informare i blogger del premio assegnato 

1. Ringrazio immediatamente sara traipapaveri per la nomineiscion. Il suo blog è piccino e carino, e lo seguivo già da un pochetto perché ricordo la sua presentazione - mi è rimasto impresso il "mi piacciono molto i romanzi della nonna". Dice di aver letto pochi gialli ma si è scofanata tutta la saga di Sherlock Holmes, che poco non è! Oltretutto ama Ai Yazawa, che con Nana e Paradise Kiss ha enormemente segnato la mia adolescenza, quindi tanto amore. Mi raccomando, seguitela. Si vede che è una dolcina. c:

2. Il blog che voglio promuovere è il Blog Letterario Semiserio di La Cri, che è anche un po' il motivo per cui ho aperto il mio. È l'admin della pagina Facebook "I libri sono specchi: riflettono ciò che abbiamo dentro", e quando recentemente ha aperto il suo blog - che ha inaugurato con la divertentissima recensione di "After", di Anna Todd - mi ha finalmente convinta a farlo anch'io, che volevo farlo da tanto tempo ma evitavo un po' per paura, un po' per paurissima. Fate un salto anche da lei, che sennò vi faccio passare i guai. 

3. Tempo di rispondere alle undici domande di Sara. 

Qual è il tuo colore preferito? Principalmente amo i colori freddi, in particolare i vari tipi di verde acqua.
Se fossi un fiore quale saresti? Mi sono sempre associata alla tuberosa, perché il suo nome in persiano è anche il mio nome di battesimo.
Ti reputi estroverso, introverso o una via di mezzo? Introversa. Che domande! Ho un blog letterario!
Quali sono i tuoi hobby? Scrivere, leggere, guardare serie tv e imparare nuove ricette.
Genere/gruppo/cantante preferito: questo genere di domanda mi risulta sempre difficile, comunque posso dire che i miei generi preferiti sono il grunge, l'indie, il garage e l'hardcore punk. I miei cantanti/gruppi preferiti sono i Nirvana, i The Subways, i Black Flag, Sia, i Florence + The Machine, i Rammstein, i S.O.A.D., i My Chemical Romance, i Green Day... come vedete, anche se ho alcuni generi che preferisco, non tutti i miei gruppi preferiti rispecchiano quei generi. Ovvio che ce ne sono mooolti altri, ma non posso stare a elencarli tutti, sennò si fa notte. No, vabbè, però si fanno le sei del pomeriggio, e ora sono le cinque. 
Ti piace cucinare? Preferisci il dolce o il salato? Come ho detto sopra, cucinare è tra i miei hobby, quindi sì! Però non potrei mai scegliere tra il dolce e il salato, è una cosa impossibile. Diciamo che dipende dall'umore.
Hai un animale domestico? Qual è il tuo animale preferito? Ho due gatti. Uno è nero con gli occhioni color miele e si chiama Muffin. L'altro è bianco e nero, con un baffetto nero sotto il naso, e si chiama Hitlerino. Il mio animale preferito penso sia qualunque felino sulla faccia della terra. Ma in realtà basta che sia carino e/o figo e mi piace.
Il libro che ti ha più influenzato: qualunque libro di Palahniuk, "Non buttiamoci giù" di Nick Hornby, "Wintergirls" di Laurie Halse Anderson e "Tutto è fatidico" e "Mucchio d'ossa" di Stephen King. 
Il libro in cui ti piacerebbe vivere (o fare un viaggio): HOGWARTS HOGWARTS CARA VECCHIA HOGWARTS DICCI COME FAAAAAAAI.
Se potessi far rivivere un personaggio storico (o un personaggio di finzione) chi sceglieresti e perché? Jeffrey Dahmer, il cannibale di Milwaukee. Ho sempre voluto incontrarlo e farci una chiacchierata. Non so perché, da quando ho cominciato a studiarlo - ho anche scritto un romanzo breve ispirato a lui - ho sentito una connessione con questa persona. Immagino che suoni un po' inquietante. Però è vero.
Sogni nel cassetto: riuscire a lavorare con la mia passione per la scrittura, scrivere un episodio di Doctor Who, creare una serie tv tutta mia, essere la nuova compagna del Dottore. 

4. Adesso è tempo di scrivere 11 cose a (dis)piacere su di me. Sarà dura! 

- Ho una migliore amica che frequento ormai da quattordici anni. 
- Le mie mani odorano quasi sempre di curry. 
- Bevo più tè che acqua. 
- Mi sono resa conto che Salem di "Sabrina vita da strega" era un pupazzo più tardi di quanto vorrei ammettere. 
- La mia prima sbronza me la sono presa a vent'anni, in ritardo rispetto a tutti i miei amici. 
- Alle elementari ho avuto una fase Blue/Backstreet Boys/Avril Lavigne che preferirei dimenticare. 
- Vorrei che più film fossero musical. 
- Ho il terrore delle ossa rotte. Mi sono letta "Break: Ossa Rotte" di Hannah Moskowitz sperando che avrebbe funzionato come terapia d'urto, ma mi ha solo fatta star male. 
- Amo scrivere storie di generi diversi, e non riesco a capire come possa la maggior parte degli scrittori vivere specializzandosi solo su un genere. Io voglio scrivere storie drammatiche ma anche terrificanti. Voglio scrivere di spade e cavalieri, ma anche di coglioncelli insopportabili e cessi che si grattano il culo nel bel mezzo di situazioni scomode e grottesche. Come faccio? 
- Quando mi arriva "Il Libraio" a casa ritaglio i libri che mi interessano e che conto di comprare, ma ancora non ho comprato nessuno dei libri che ho ritagliato. 
- Vorrei stare simpatica a tutti - anche a chi mi sta sul cazzo. 


5. Ecco la lista degli undici blog che ho deciso di nominare:


6. Ecco invece le 11 domande per i blogger che ho nominato:


C'è una cosa che vorresti tanto farti piacere ma che proprio non riesci a sopportare? 
Che lavoro volevi fare da piccolo/a? È lo stesso che vorresti fare ora? 
Qual è il tuo ricordo più brutto? E il più bello? 
Qual è la tua postazione di lettura preferita? 
Hai una dipendenza, a parte quella per la lettura? Se sì, quale? 
Che genere di libri e film preferisci? 
Qual è il tuo posto preferito? 
Se potessi scegliere un superpotere, quale sceglieresti? 
Se ti ritrovassi in un universo fantasy, che ruolo avresti? (Immagina i ruoli alla Dungeons & Dragons, tipo guerriero, ladro, mago, chierico, ecc...) 
Qual è la cosa che ha più probabilità di spaventarti in un film/libro horror? 
Qual è la cosa che ha più probabilità di commuoverti in un film/libro drammatico? 


WOAH. Scrivere questo post è stato un piccolo parto, ci sono stata su più di un'ora e adesso sono le sei del pomeriggio per davvero. Adesso è ora che io vada a informare i blogger che ho candidato al premio.
Ringrazio ancora tantissimo sara traipapaveri per avermi nominata, è stata davvero una sorpresa. Sono felice come un re! 
Firmato: la vostra felicecomeunre HateQueen di quartiere.