14/04/16

Io odio i TAG #1: Descriviti con i libri!

Nah, non è vero. Qui però sarebbe il caso di cominciare a parlare di falsa pubblicità: pare che io non odi proprio un bel niente, dopotutto.
Pare. Cooomunque. Quale modo migliore di cominciare un blog? Ce ne sarebbero molteplici, in realtà... scrivere qualcosa di buono, per esempio, non sarebbe malaccio.
Il tag in questione, comunque, l'ho fregato dal blog di Valentina Bellettini, Universi Incantati. Un posticino veramente adorabile e rilassante dove leggere roba interessante. Mica come questo buco lercio che mi ritrovo a dirigere!
In realtà, non è la prima volta che sento parlare di questo tag - ci ero già inciampata sopra nel canale di WrongHysteria, una mia vecchia, vecchissima amica, ed era da un po' che volevo provarlo.
Iniziamo.


Descriviti: Wintergirls, di Laurie Halse Anderson 

"Tu non sei morta ma non sei nemmeno viva. Sei una ragazza d'inverno, Lia-Lia, intrappolata tra due mondi. Sei un fantasma con un cuore che batte." 

Mi rendo conto di quanto sia triste, descrivermi con questo libro, ma non penso che ce ne fosse uno più appropriato. Ho trovato molto di me stessa, leggendolo, e non voglio stare troppo a dilungarmi sulle motivazioni, perché già è abbastanza imbarazzante così.

Va da sé che sia uno dei miei libri preferiti in assoluto - uno dei pochi che io abbia letto e riletto e riletto ancora, fino allo sfinimento.








Sei maschio o femmina? La ragazza interrotta, di Susanna Kaysen


 Ecco, se non avessi già scelto "Wintergirls", per descrivermi, avrei scelto questo. Posso dire di aver vissuto sulla mia pelle molte delle esperienze descritte in questo libro, e oltretutto era tra i pochi che avessero la parola "ragazza", nel titolo. Ho dovuto sceglierlo per forza. E ho come la sensazione che non dovrei essere così onesta, per compilare un book tag, ma non credo di saper fare altrimenti. È un mio difetto - uno dei tanti, ah-ah!









Cosa provano le persone quando stanno con te? Il bizzarro museo degli orrori, di Dan Rhodes





O almeno è un po' quello che mi figuro. Dev'essere un po' così, che appaio, vista dall'esterno. La maggior parte della gente con cui ora sono amica mi ha detto cose come: "quando non ti conoscevo mi facevi paura!"
Sono una specie di corridoio nero, file e file di teche nascoste nel buio, ognuna che racchiude un mostriciattolo tutto suo.










Dove vorresti trovarti? La saga di Harry Potter, di J.K. Rowling - cosa lo specifico a fare, poi, lo so solo io!



Ebbene sì, sono una fanatica di Harry Potter. E chi non lo è? Serpeverde, tra parentesi - sai che sorpresa!
Non c'è un posto reale, al mondo, in cui preferirei essere, che non sia il mondo magico creato dalla Rowling. Purtroppo ho passato l'età per iscrivermi a Hogwarts da un bel pezzo, ma facciamo finta che sia andata diversamente.




Come ti senti nei riguardi dell'amore? Noi siamo infinito, di Stephen Chbosky



"Accettiamo l'amore che crediamo di meritare". 

È la citazione più famosa di questo libro - o forse era nel film? Avendo letto uno e visto l'altro c'è caso che io faccia confusione - e nonostante non sia la mia preferita, è di certo la più azzeccata per descrivere la mia situazione passata. Un po' è anche la situazione attuale, ma solo ogni tanto. Posso dire di essere un filino migliorata.
Il fatto è che ho passato quattro anni intrappolata in una relazione che un bravo psicologo avrebbe definito addirittura "abusiva". Niente di allarmante, eh, non vi preoccupate - "ma chissenefrega", direte voi. E insomma, è stata la prima cosa che mi è venuta in mente.




Cos'è per te l'amicizia? Quattro amiche e un paio di jeans, di Ann Brashares


Per forza. Per forza. Dovevo scegliere la saga di "Quattro amiche e un paio di jeans", perché altrimenti cosa?
Ho un piacevole ricordo di me, piccina, che leggo Ann Brashares sotto l'ombrellone - quando ancora avevo il coraggio di mostrarmi in spiaggia - sognando di avere un gruppetto di amiche affiatato come quello da lei descritto. Credo di esserci vicina come non mai, di questi tempi. Speriamo che duri!


Come descriveresti la tua vita? Non buttiamoci giù, di Nick Hornby

Lo so, lo so che vi ho rotto le balle in una maniera allucinante, con questo libro. Pensavo di essermi sfogata per bene giovedì, quando ho pubblicato quella pseudo-recensione a riguardo, ma a quanto pare non è così. Perché la mia vita è proprio questa, è "non buttiamoci giù". È una serie di deboli e forse patetici tentativi di restare a galla nonostante le cose che, appunto, mi buttano giù. E a volte funziona, a volte un po' meno. Ci si prova. Ultimamente più che mai. Questo blog ne è un po' la prova.









Cosa chiederesti se avessi a disposizione solo un desiderio? Amabili resti, di Alice Sebold







La parte saggia di me chiederebbe di riuscire in tutto ciò che voglio, ma penso che a quel punto mi priverei della soddisfazione. Quindi quello che chiedo è di poter vedere ciò che mi lascerò dietro, quando sarò morta, come la protagonista di questo libro.

"Questi erano gli amabili resti, cresciuti intorno alla mia assenza."







Dì una cosa saggia: Tutto è fatidico, di Stephen King 





È una cosa saggia? Non lo so. Non credo che la mia saggezza lavori a comando - anzi, non credo che la mia saggezza lavori affatto. Quello che voglio dire è che tutto, tutto, tutto quello che facciamo, in qualche modo, è fatidico. Ogni nostra azione, per quanto ci sembri vuota o priva di significato - come questo mio compilare un booktag, per esempio - è in realtà importantissima. Potrebbe essere proprio l'azione che ci salva la vita. O che ci condanna. Del tipo che io magari oggi compilo questo booktag, e per questo domani muoio.








Chi o cosa temi? Speak, di Laurie Halse Anderson




Qui la risposta potrebbe essere duplice. Diciamo che temo le parole in generale, il che potrebbe risultare un po' ironico - giusto un pochetto.
Ho paura di parlare per me stessa, dire la mia, dire le cose come stanno dentro la mia testa. Al contempo, ho paura di sentire cos'hanno da dirmi gli altri. Cosa hanno voluto tenermi nascosto. Cosa non mi avrebbero mai detto, se io non l'avessi scoperto. Ho paura della verità e anche delle bugie. Posizione scomoda, non c'è che dire.











Un rimpianto: La principessa di ghiaccio, di Camilla Lackberg



Questo libro - il primo della saga di Camilla Lackberg, e anche l'unico che ho letto finora - è l'inizio di una serie di avventure thriller ambientate in Svezia. In che modo può rappresentare un mio rimpianto? E aspettate n'attimo che ve lo spiego, mammamia.
La storia inizia con la protagonista che trova il cadavere di una sua carissima amica d'infanzia dalla quale si è allontanata, e si ritrova a rimpiangere di non esserle stata accanto nei suoi ultimi anni. Diciamo solo che mi sono trovata in una situazione molto simile, poco meno di un anno fa.








Un consiglio: Il prontuario dello scrittore, di Franco Forte

Avrei potuto buttarmi sul filosofico, con questo "consiglio", ma ho deciso di essere un po' più pratica. Questo va agli aspiranti scrittori: è vero, anzi, è verissimo, che l'importante di un romanzo è il suo contenuto, ma non dobbiamo dimenticarci che anche la tecnica non va dimenticata. Avendo partecipato al torneo IoScrittore per ben due anni di fila, mi sono capitati sotto gli occhi tanti di quegli strafalcioni, usciti dalle dita di quelli che un giorno vorrebbero essere definiti come "scrittori", da stare male. Strafalcioni che ho fatto io stessa. Strafalcioni che non sapevo neanche di fare. Anche per cose stupide, come l'impaginazione. L'IMPAGINAZIONE! Voi non capite quanto io stia combattendo, in questi giorni, con L'IMPAGINAZIONE - sono alle prese con l'editing finale del mio primo romanzo, scritto nel lontano 2012, e ho scoperto che come ho impaginato la roba per tutto questo tempo è sempre stato SBAGLIATO, EVVIVA, PIANGO. Insomma... attenzione alle cazzatine, per favore. Che poi sennò vi tocca ri-impaginare tutto ciò che avete scritto da quando siete nati a oggi... e non è per niente bello. 




E questa ero io, con il mio primo booktag! Dalla roba grama e truce che ho scritto non sembrerebbe, ma mi sono anche abbastanza divertita. Sicuramente non sarà l'ultimo - e non se ne parlò mai più. 



Firmato: la vostra inconsistente HateQueen di quartiere.

3 commenti:

  1. Ciao HateQueen! :D Grazie per la citazione e i complimenti al mio blog, ma anche il tuo è un bel posticino! E lo trovo interessante proprio per via della tua spiccata personalità :)
    Condivido la filosofia che hai legato al "Non buttiamoci giù" (cerco di farlo anch'io, sempre, anche se ogni tanto mi capita di cedere - siamo umani, no?) e mi è piaciuto molto il tuo pensiero spinto da "Amabili resti".
    "Wintergirls" non lo conosco ma tra l'estratto e l'invitante copertina mi sa che ci faccio un pensierino!
    Hey, ma lo sai (ovvio che no) che ho partecipato anch'io al Torneo Io Scrittore anni fa? Ma molto più di due anni fa, forse tre o quattro (quindi non credo ci siamo lette in quell'occasione XD)

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    1. Secondo me quel torneo è un po' un passaggio obbligato, ahaha! Ho conosciuto un sacco di persone che hanno partecipato, ultimamente! Io ho partecipato appunto l'anno scorso per la prima volta, e sto riprovando anche quest'anno. Seguo la filosofia del "tanto non ho niente da perdere", ahaha.
      Comunque ti ringrazio per i complimenti sul blog, gentilissima! c:

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    2. Penso sia lo spirito giusto, altrimenti viene il sangue amaro. Non tutti sono così sportivi, purtroppo! :P
      Meglio prenderlo come un gioco ;)
      In bocca al lupo! ;)

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