23/03/17

POPSUGAR 2017 Reading Challenge | Primo aggiornamento!

Buon pomeriggio a tutti!
Ecco a voi il primo aggiornamento sulla Reading Challenge 2017. 

Qui il link del post in cui ne parlavo e qui il link alla challenge originale.


1) Beautiful You; di Chuck Palahniuk
Un libro scritto da qualcuno che ammiri



Beh, doveva essere per forza un libro di Palahniuk. O di Stephen King. In questo caso è stato di Palahniuk, perché ce l'avevo già pronto. Loro due mi hanno influenzata più di tutti, nel modo di scrivere, e hanno cambiato la mia percezione di cosa un romanzo possa essere. Li amo per questo. Non solo, ma anche per questo.


2) Wonder; di R.J. Palacio
Un libro che diventerà un film nel 2017



A quanto pare! Ce l'avevo in wishlist da un pochino, ho scoperto che uscirà un film con Owen Wilson (ugh) e Julia Roberts (mmh) e quindi l'ho preso. Francamente non vedo l'ora di vedere come abbiano adattato questo piccolo gioiello, anche perché voglio portare le mie amiche a vederlo al cinema e farle piangere con me, ma ho anche paura che lo rovinino, come fanno spesso. 


3) Le terre dei dormienti; di Laura Taibi
Un libro pubblicato nel 2017



Questo libro è stato pubblicato mi pare a Gennaio, quindi ci rientra per un pelo. Tramite la sua lettura sono stata in grado di conoscere Laura Taibi, l'autrice, cosa che mi farà sempre ricordare questo libro con affetto. 


4) La biblioteca dei morti; di Glenn Cooper
Un libro ambientato in due tempi diversi



Non solo in due tempi diversi, diciamo in due e mezzo - la narrazione è divisa tra il 2009, una chiesa ai tempi del medioevo e qualche breve episodio tra Churchill e Kennedy - però vabbè, non siamo troppo fiscali, sennò ci si rompe subito.


5) Novembre; di Teresa Verde e Massimiliano Mistri
Un libro con un mese o un giorno della settimana nel titolo



Quando ho letto questo punto della challenge ho saputo subito quale sarebbe stato il romanzo per cui l'avrei usato. Tra l'altro Novembre è il mese in cui sono nata, quindi tutto ciò è molto bello ed emozionante, yaay.


6) Se nasce femmina la chiamo Belèn; di Molte Persone
Un libro con più autori



Paradossalmente, per questo punto avrei potuto usare anche "Novembre", visto che anche quello è un libro con più autori. Ma questo è un libro con ancora più autori!


7) Cambion; di Veronica Riga
Un libro ambientato in un hotel



Anche qui, è ambientato in un hotel, ma non per tutto tutto il tempo. Abbastanza però per dire che l'hotel è una delle sue ambientazioni principali. Quasi tutta la prima metà del romanzo, per dire! 


8) The Boy Band; di Goldy Moldavsky
Un libro ambientato durante una festività che non sia il Natale



Paradossalmente (parte due) anche questo libro sarebbe stato perfetto per il punto sopra - anzi, anche di più, visto che è interamente ambientato in un hotel - ma gli eventi accadono durante il Ringraziamento, festività diversa dal Natale, quindi non potevo lasciarmelo scappare. E poi altrimenti non so se avrei saputo dove mettere Cambion.


9) In dispensa, bile; di Meri Nigro
Un libro che hai nella TBR da troppo tempo



Questo libro volevo comprarmelo da un sacco di tempo. Sapete bene che spesso bazzico sul sito di Edizioni La Gru, sbavando sui loro volumi, e questo è sempre stato uno di quelli che mi hanno attirata di più.


10) L'amico immaginario; di Matthew Dicks
Un libro che parla di una persona con una disabilità



Il protagonista di questo libro soffre di autismo, va bene come disabilità? Cioè, il vero protagonista è l'amico immaginario, quindi non è proprio il protagonista ad essere autistico, ma il... co-protagonista. Anche se questo non c'entra. Beh, non lo so, ma credo che un po' conti: è comunque una cosa che intralcia la vita di tutti i giorni. Anche la depressione o un disordine alimentare potrebbero essere visti come disabilità di qualche tipo, volendo. Vabbè, non cominciamo a diventare politici, che sennò qui è la fine. 


11) Wishful Drinking; di Carrie Fisher
Un libro su una donna interessante



Carrie. La mia Carrie. La mia bellissima, favolosa Carrie. Se non era una donna interessante lei, non lo era nessuna. Figlia di Hollywood, di una madre super eccentrica e di un padre super invisibile, problemi di droghe e alcolismo fin da giovanissima, disturbo bipolare di personalità, una vita costretta a sorbirsi il suo status quo di bambolina in bikini spogliata non solo dei propri vestiti, ma anche dei diritti sulla sua immagine.
"Voglio che sia detto che sono affogata nella luce lunare, strangolata dal mio reggiseno."




Ed ecco qui tutti i libri letti dall'inizio di quest'anno. Il motivo principale per cui ho accettato questa sfida è che quest'anno volevo impegnarmi a leggere di più, in modo da finire anche la pila di libri in TBR e poterne finalmente acquistare di nuovi senza sentirmi in colpa. E per ora sembra funzionare! Ecco a voi il bello di essere un'incorreggibile Serpeverde: datemi una sfida e devo riuscire, non ci sono cazzi che tengano. Vale per il NaNoWriMo - il Camp di Aprile comincia tra poco, AAAAAAAARGH - e vale lo stesso per le reading challenge.
In media, in questi primi ottantuno giorni del 2017, sono riuscita a leggere un libro ogni 7.3 giorni, che non è per niente male. Mi mancano ventinove giorni per vincere la challenge originale, quarantuno se decido di fare anche quella "avanzata" - ma non credo, o comunque non ne sono sicura. Questo significa che, mancando duecentottantaquattro giorni alla fine del 2017, dovrei leggere un libro ogni dieci giorni per vincere la challenge normale e un libro ogni sette per vincere quella avanzata. Direi che per ora le probabilità sono in mio favore! Anche se dovrei tenere conto della sessione di esami estiva... ugh, ho appena sentito un brivido gelido.

19/03/17

7 film da guardare per la festa del papà

Buon pomeriggio a tutti e buona festa del papà!
Personalmente, la festa del papà è per me una di quelle di cui non riesco mai a ricordare la data, per qualche motivo. Sarà questo "19 Marzo", così poco altisonante. E ogni anno mi ritrovo sempre a pensare: "ma da quand'è che la festa del papà è a Marzo?" Cose terribili. 

Comunque, quest'anno vorrei festeggiare con una bella lista, di quelle che ci piacciono tanto perché la voglia di stare attenti è poca, quella di leggere post altrui ancora meno. 
Ecco i sette film che secondo me bisognerebbe guardare il 19 Marzo. 
(Mi rendo conto che di film sui papà ne esistono molti altri, forse anche migliori, ma questi sono quelli che ho visto io e quelli che mi piacciono, quindi va così. E vi avviso fin da subito che per alcuni di questi film ho deciso di riportare le trame così come le ho trovate sul web - Wikipedia, MyMovies, ecc - perché già di per sé molto esplicative, mentre per altri ho deciso di sprecare due parole io stessa, perché mi sentivo di dire alcune cose che in giro non ho trovato.)



1) Amabili Resti 



"Amabili Resti" racconta la storia di Susie Salmon, quattordicenne brutalmente assassinata dal suo vicino di casa, e di come la sua famiglia e le persone più vicine a lei affrontano la sua morte, in modi del tutto diversi. Ho deciso di inserirlo in questa lista perché, per quanto i protagonisti del film e del romanzo siano in molti, la relazione che mi ha più colpita è quella tra Susie e il padre, che nel film è interpretato magistralmente da Mark Wahlberg. È lui che, più di tutti, si lascia prendere dal desiderio di vendetta nei confronti di chi gli ha portato via Susie, e il suo modo di affrontare il lutto è al centro del film, molto più di quello della madre, o della sorella, o del fidanzato. In sostanza, lo vedo come Il Film perfetto per questa ricorrenza perché, in un modo tragico e strappalacrime che mi fa sempre stare molto bene/male/bene/male, affronta grandiosamente il tema: "fino a dove si spingerebbe un padre per amore di sua figlia". 

2) Padri e Figlie 



 "New York, 1989. Jake Davis è uno scrittore che ha già vinto un premio Pulitzer. Quando sua moglie muore in un incidente d'auto Jake si ritrova a dover crescere la figlia Katie da solo, e a gestire una serie di problemi fisici e mentali che lo costringono ad un temporaneo ricovero presso un ospedale psichiatrico. Purtroppo Katie viene affidata alla zia, sorella della madre defunta, che nutre verso Jake un profondo rancore. New York, 25 anni dopo. Katie è diventata un'assistente sociale che si occupa di bambini disagiati e che nel tempo libero si concede a chiunque, rifiutando di instaurare legami che vadano oltre il sesso occasionale. Il grande amore che ha provato per il padre le ha lasciato un vuoto incolmabile e ha fatto di lei una persona in grado di aiutare gli altri, ma non se stessa." 
(www.mymovies.it)

3) Il Re Leone 



C'è davvero bisogno di parlare di questo film? Andiamo. Come se non lo conoscessimo tutti. 
Per chiunque volesse saperne di più, eccovi un utile link

4) Alla ricerca di Nemo 



"Alla ricerca di Nemo" in un certo senso è come "Amabili Resti": anche qui, il concetto base è lo stesso - fino a dove può spingersi un padre per amore dei propri figli. E insomma, Marlin si spinge piuttosto in là. Che per un pesce palla attraversare un oceano intero non è mica una barzelletta. Specialmente se accompagnato da una svampita totale. Io avrei lasciato perdere in partenza.

5) Interstellar 



Credo che chiunque abbia visto "Interstellar" si renda conto di quanto questo sia un film sull'essere padri. Lasciamo perdere l'esasperante lunghezza e lentezza, lasciamo perdere i personaggi da schiaffi - Anne Hathaway vai a cagare, Matt Damon vai a cagare il triplo - lasciamo perdere il mumbo jumbo scientifico che non si riesce a seguire e appesantisce tantissimo un film già pesante di per sé... "Interstellar" riesce a commuovere nonostante un sacco di fattori atrofizzanti. Ce ne vuole, eh. 
Perché potrebbe sembrare che il protagonista sia un padre di merda, che abbandona i figli per la sua missione, ma in realtà la sua missione è quella di assicurare ai figli un futuro migliore - anche se lui potrebbe non farne parte. E poi c'è tutta la storia della figlia che diventa più vecchia di lui e lui nella libreria e maronn'... quando vede il video messaggio i miei occhi cominciano a uscire le lacrime, che io lo voglia o meno. E mi sono persa. Fortuna che volevo scrivere qualcosa di sensato, almeno per una volta.

6) Big Fish 



"Chi è veramente Edward Bloom: un ormai vecchio commesso viaggiatore contaballe ottusamente radicato nei racconti fantastici con cui ha descritto la sua vita o un personaggio misterioso e mitologico, un avventuriero dalla vita straordinaria? Agli occhi del figlio Will la risposta è certa e inappellabile: Ed Bloom (interpretato rispettivamente da Ewan McGregor nella versione giovanile e da Albert Finney nella fase della vecchiaia, entrambi magnifici ) altro non è che una figura lontana e patetica, incapace di affrontare la realtà e colpevole di averla sempre sfuggita attraverso il ricorso alle fiabe con cui l'ha rivestita. Giunto al capezzale del padre vecchio e malato dopo tre anni di distanza e di silenzio, a Will non resta che tentare di decifrarne la vita partendo proprio da quei racconti che Edward Bloom si ostina a ricordare." 
(www.mymovies.it)

7) Il Petroliere 



"Nel 1898 il cercatore d'argento Daniel Plainview accidentalmente scopre un giacimento di petrolio in una delle sue miniere. In poco tempo guadagna abbastanza soldi da poter mettere in piedi una sua piccola compagnia di estrazione. Uno dei suoi lavoratori rimane ucciso in un incidente sul lavoro e Plainview prende con sé il figlio rimasto orfano facendolo passare per suo e affermando che la moglie è morta dandolo alla luce. Inizialmente il petroliere si vuole servire della presenza del ragazzo per presentarsi come un padre affettuoso e dedito alla famiglia per influenzare positivamente e convincere alla vendita i proprietari dei terreni con depositi di petrolio, ma successivamente si affezionerà al ragazzo." 
(it.wikipedia.org)


E per oggi abbiamo finito!
Quali sono i vostri film della festa del papà preferiti? Fatemelo sapere nei commenti! 

Firmato: la vostra paterna HateQueen di quartiere.

13/03/17

Recensione + Intervista: Cambion; Veronica Riga


Celeste è sicura di avere una vita noiosa. Abita a Londra, la capitale delle stranezze, e lavora in un Hotel che ospita viaggiatori di ogni tipo. A soli diciotto anni ha già visto le sfumature del mondo, e nulla riesce più a sorprenderla. Quando si ritrova a dover fare da guida turistica a Cameron, un ragazzo della sua età dai capelli rosso fuoco, le sue giornate iniziano a movimentarsi sino al limite dell'impossibile.
Cameron è diverso dagli altri. Con le braccia tatuate, una camera piena di icone religiose e la strana abitudine di parlare da solo, sembra coinvolto in un omicidio avvenuto il giorno del suo stesso arrivo a Londra. Un omicidio a cui Celeste ha assistito, ma che sembra non essere in grado di ricordare...
David farebbe di tutto pur di salvare la vita a Elìas, il mezz’angelo di cui è innamorato, anche fare un giuramento mortale. Dovrà vincere il Torneo a cui partecipano i Cambion, e trovare così il corpo adatto a ospitare il Principe degli Inferi. Se dovesse fallire, Elìas morirà e le loro anime verranno divorate dal demone con cui ha stretto il patto: Asmodeo, suo padre.
Un sorprendente urban fantasy scritto da un’autrice appassionata del genere, in grado di destreggiarsi abilmente fra elementi paranormali, possessioni diaboliche, l’eterna lotta tra bene e male.
Sullo sfondo di una città che non dorme mai, un susseguirsi appassionante di avventura, sentimento, sprazzi di horror e incredibili poteri soprannaturali.


 
Titolo: Cambion 
Autrice: Veronica Riga 
Editore: Bibliotheka Edizioni 
Pagine: 311 
Prezzo: 16,50 euro (cartaceo); 6,99 euro (e-book) 
 Link alla pagina: http://www.bibliotheka.it/Cambion_IT

Con i libri pubblicati dalle piccole case editrici non si sa mai. Certe volte ti imbatti in lavori poco curati, che potrebbero dare tanto e che invece sono buttati giù da un editing sciatto, da una brutta copertina, da una rilegatura un po' a cazzo di cane. Altre volte, invece, scopri piccole perle. Mi è capitato più volte con Edizioni La Gru, e adesso di nuovo con la Bibliotheka Edizioni. So che la casa editrice è stata di recente al centro di alcune controversie, che qui nella blogosfera non passano mai inosservate, ma non è di questo che voglio parlare. Oggi voglio parlare di una delle loro autrici, una ragazza piena di talento e che ha scritto un libro che vale la pena di essere letto da tutti gli amanti del genere. Quindi, se alla luce degli ultimi eventi avete delle riserve nei confronti della casa editrice, mi auguro che non ne avrete verso di lei, che non ha fatto altro che scrivere una bella storia. 

"Cambion" è un romanzo di classico stampo urban fantasy/young adult, anche se vorrei un attimo soffermarmi su ciò che si potrebbe intendere per "classico": no, non è la classica fiera dei cliché romantici, degli espedienti narrativi triti e ritriti e quant'altro. È un romanzo che rientra in un genere specifico, ma questo non significa che si tratti della solita minestra riscaldata che ci viene proposta dagli editori ancora e ancora e ancora. Quindi niente triangoli amorosi insensati e prevedibili - nel senso che quando c'è un triangolo amoroso è sempre piuttosto ovvio, fin dall'inizio, quale sarà la coppia ad arrivare fino alla fine - e niente romanticismo noioso e soffocante - Cassandra Clare, sto guardando proprio te. Sì, Veronica Riga ha i suoi momenti teneri e sì, stiamo parlando comunque di angeli e demoni, ma non allo stesso modo in cui se n'è parlato finora. Perché se di solito ci si sofferma più sui mezzi angeli, qui sono i mezzi demoni a farla da padrone... con tutto ciò che ne consegue. 
La cosa che più mi è piaciuta di "Cambion" è che Cameron non è il classico anti-eroe che di anti-eroe non ha proprio una sega. Non è il classico Edward Cullen o Jace che la mena di continuo su quanto la sua anima sia oscura, e su quanto "oh, no, stammi lontano, sono un mostro" e poi non schiaccerebbe neanche una mosca. Cameron è un mostro per davvero. Uccide le persone. Sì, lo fa per dovere, ma lo fa comunque, e senza rimorso. E questo perché? Avanti, tutti in coro: È UN MEZZO DEMONE, THAT'S WHY. È giusto così. 
Il confronto tra il bene e il male è forte, in questo romanzo, e non è solo tra gli eroi e i nemici: è all'interno degli eroi stessi, una linea sfocata che viene spesso oltrepassata in entrambe le direzioni. Cameron è un mostro, ma è anche un ragazzo. È vero. Cameron è vero. Così com'è tremendamente vero David, che nonostante all'inizio appaia come una testa di cazzo senza scrupoli e senz'anima, ha anche lui, come tutti, qualcosa a cui tiene. Qualcosa da perdere. 
E poi c'è Celeste, la nostra protagonista. Sì, parlo della protagonista solo adesso, perché sono storta e mi va così. CELESTE NON MI FA SALIRE LA BILE. Direi che questo è un grande traguardo, per la protagonista di un romanzo young adult e urban fantasy, visto che di solito sono tutte insopportabili. Abbiamo Clary di Shadowhunters, che è una cogliona di prim'ordine eppure alla fine è brava solo lei - classica mary-sue intollerabile della situazione. Abbiamo Bella Swan, che al contrario di Clary non è buona a fare proprio un cazzo, eppure per qualche motivo è sempre al centro dell'attenzione. Abbiamo Celeste: una ragazza normalissima che si è ritrovata catapultata in una situazione più grande di lei senza poter fare niente per tirarsene fuori e che l'ha gestita come meglio poteva - con coraggio e rimanendo ben salda ai suoi principi morali. Celeste è un personaggio forte e una persona ammirabile perché sì, ha una cotta per Cameron, ma non lascia che questo offuschi la sua visione del mondo. Ha una cotta per Cameron ma non cambia per lui, non si fa trascinare da lui, non ottiene il proprio valore dalla vicinanza con lui: in ogni situazione fa la decisione che ritiene più giusta, che Cameron sia d'accordo o meno, e nonostante sia la protagonista della storia rimane un personaggio realistico - non è la classica predestinata, non è l'unica persona in grado di salvare la situazione, non è il centro del mondo: è una ragazza, né migliore né peggiore di tante altre, e questo è ciò che davvero mi piace di lei. 
Insomma, Veronica Riga è stata in grado di creare dei personaggi meravigliosamente bilanciati. Nessuno dei suoi protagonisti risulta insopportabilmente irreale, ognuno ha i suoi pregi e le sue mancanze. A parte questa sviolinata alla sua caratterizzazione, mi sento di aggiungere anche che sa il fatto suo in fatto di scrittura, e il suo eccellente utilizzo dell'italiano si nota sin dalle prime pagine del romanzo. La sua storia è avvincente, e penso possa attirare sia i fanatici del genere che quelli che non sono proprio "nel giro" - insomma, secondo me ha tutti gli elementi necessari per piacere. 
Con questo è tutto. Vi lascio la breve intervista all'autrice.  

1) Parlami brevemente di te.

Sono una ragazza di venticinque anni di Genova, convivo col mio fidanzato e ho iniziato a scrivere seriamente da quando l’ho conosciuto. Amo l’arte da sempre, il disegno e la musica hanno accompagnato la mia infanzia e ho così tanti hobby che mi servirebbe il portafoglio di Bill Gates. A volte mi sveglio spinta dal voler provare una nuova esperienza: acquarelli, modellismo, computer grafica. Tutto ciò che è creativo m’interessa. Proverei anche a cantare se solo non fosse che ho la voce di una gallina investita da un camion.

2) Hai scritto altre cose, oltre a "Cambion"? Se sì, dove possiamo trovarle?

Sì, ho scritto “Scheele”, un romanzo distopico incentrato sull’inquinamento che potete trovare solo in formato e-book su Amazon. Il progetto prevedeva due libri, ma l’ho lasciato sospeso per concentrarmi su “Cambion”. Spero di riprendere presto la serie!

3) Cosa ti ha ispirata e invogliata a scrivere questo libro? Quando è nata l'idea per "Cambion", insomma, e come? 

Amo da sempre il fantasy, specialmente quello che include la religione. Angeli e demoni sono un mio pallino fisso e mi sono sempre divertita a fare ricerche sull’esoterismo. Non so dirti di preciso quando sia nata l’idea di “Cambion”, forse grazie alla serie “Sweet Evil” di Wendy Higgings, inedita in Italia ma che merita moltissimo. Comunque, ho sempre voluto scrivere di demoni e umani, di bene e male. E alla fine i personaggi sono usciti da soli!

4) Parliamo di revisioni: ci sono cose che nella prima stesura di Cambion erano presenti e che durante la correzione hai cambiato o tolto definitivamente? Il prodotto finale del tuo lavoro è diverso o da come l'avevi immaginato all'inizio oppure è lo stesso? 

Ho cambiato il finale davvero molte volte. All’inizio Mammon, il padre di Cameron, avrebbe dovuto avvelenare Kate, così da costringere Celeste a rompere il rapporto con suo figlio. In futuro Cameron e Celeste si sarebbero schierati dalla parte di David pur di salvare la donna.
In un’altra versione era Lilith il nemico principale, colei che voleva impadronirsi del posto di Lucifero.
Anche Elìas è cambiato molto. All’inizio era un angelo caduto, Sitri. Poi ho preferito renderlo più umano e meno coinvolto.

5) I due POV principali della storia sono quelli di Celeste e David. Quale di questi è stato più facile da scrivere? E a parte questo, qual è il personaggio che preferisci in assoluto?

La risposta a entrambe le domande è David. Di sicuro condivido molti punti con Celeste, primo fra tutti quello di essere così affascinata dal mondo di Cameron, ma quando m’immergevo nella testa di David era tutto più semplice. E’ un personaggio complesso e lineare allo stesso tempo. E’ stato facile giustificare ogni sua azione con l’affetto nutrito verso Elìas.

6) Se dovessi paragonare il tuo libro a un'altra opera di qualsiasi tipo, quale sarebbe? 

Bella domanda! Non ne ho idea, a dir il vero, e forse è meglio così. “Scheele” è stato spesso paragonato a molti libri distopici. Penso che “Cambion” non possa essere paragonato a nessun’altra opera per il semplice fatto che nessuno si è mai accorto dei mezzi-demoni. I vampiri attirano di più!

7) Hai dei progetti letterari futuri? 

Sto scrivendo un romance per ragazzi un po’ incasinato. Ti anticipo solo che inizia con un tentato suicidio!

8) Vorresti aggiungere qualcos'altro che non ti ho domandato? 

Lascio il mio profilo Twitter, il link alla mia pagina di grafica e al mio blog!
Non mi viene da aggiungere nient’altro, anzi, ti ringrazio per tutte le domande! :) 


E io ringrazio Veronica Riga per essere stata così disponibile e per aver risposto, oltre che voi per aver letto - o almeno mi auguro l'abbiate fatto, altrimenti ve mato. 

Firmato: la vostra inspiegabilmente spagnoleggiante HateQueen di quartiere.

06/03/17

RECAP FEBBRAIO 2017 | Libri, film, serie tv e smadonnamenti del mese

Hellooo, my babies! 
Eccoci qua con il secondo post degli smadonnamenti del mese, questa volta incentrato su Febbraio! L'ultima volta ho pubblicato con ben otto giorni di ritardo, mentre oggi... solo con sei. Dai. Sto migliorando. 
Lo scorso mese ho postato pochissimo e faccio schifo, per questo, ma giuro che ho delle cose in serbo. Tipo una nuova recensione e il primo aggiornamento sulla mia reading challenge, che per il momento sta andando alla grande! 
Comunque, ecco qui le cose che ho letto/visto questo mese.


Libri:


Se nasce femmina la chiamo Belèn - Gianluca Morozzi, Sara Vannelli, Alberto De Poli, Mara Munerati, Alessandro Turati, Davide Madeddu, Giuliana Acanfora, Elvio Calderoni, Laura Simonetta Simolimo, Simone Marzini, Barbara Zanella e Francesco Consiglio

"Se nasce femmina la chiamo Belen!" è una stravagante commedia d'altri tempi, piena di surreale metallo pesante. Quasi una parodia hard boiled, musicale e allucinogena, fatta di cartoon e divertimento. Mezzo chilo di follia, grazie.Inaugura l'estrosa collana POP questa collection di racconti oltremodo creativi, con interpreti straordinari della nuova narrativa italiana. Tratta da un concorso letterario culto, di PescePirata.it, già oggetto di studio dei Centri di Salute Mentale. 

Ecco il primo libro che ho letto in questo mese, offertomi molto gentilmente in omaggio da Edizioni la Gru quando ho acquistato da loro la racconta di racconti di Mattia Grossi - qui la recensione - e "In dispensa, bile", di cui vi parlerò tra poco. Si tratta, come avrete capito, di una raccolta di racconti di tanti autori diversi, tutti utenti di questo forum di scrittura, "PescePirata", e che avevano partecipato a un contest. Da quello che ho capito venivano loro offerti dei prompt - parole, argomenti di ispirazione - e dovevano usarne il più possibile per scrivere un racconto breve - infatti in tutti i racconti ci sono delle tematiche simili, anche se tutte trattate in modi molto differenti. 
Devo dire che questo forse ha un po' influito sulla qualità di alcune storie, perché secondo me quando scrivi un racconto o un romanzo dovresti farlo perché vorresti comunicare qualcosa, non per provare a infilarci dentro tutte le stramberie che ti vengono in mente e provare a renderlo il più assurdo e scioccante possibile. Nel senso: assurdo e scioccante CI PIACE, ma non a casaccio. Altri racconti, invece, scritti con la testa - per quanto fuori questa testa potesse essere - mi sono molto piaciuti. Insomma, alla fine resta una raccolta di racconti piacevole che consiglierei come lettura leggera, cosa che vuole essere fin dal principio. Non nego che leggerla sia stato divertente!


Cambion - Veronica Riga


Celeste è sicura di avere una vita noiosa. Abita a Londra, la capitale delle stranezze, e lavora in un Hotel che ospita viaggiatori di ogni tipo. A soli diciotto anni ha già visto le sfumature del mondo, e nulla riesce più a sorprenderla.
Quando si ritrova a dover fare da guida turistica a Cameron, un ragazzo della sua età dai capelli rosso fuoco, le sue giornate iniziano a movimentarsi sino al limite dell'impossibile.
Cameron è diverso dagli altri. Con le braccia tatuate, una camera piena di icone religiose e la strana abitudine di parlare da solo, sembra coinvolto in un omicidio avvenuto il giorno del suo stesso arrivo a Londra. Un omicidio a cui Celeste ha assistito, ma che sembra non essere in grado di ricordare...
David farebbe di tutto pur di salvare la vita a Elìas, il mezz’angelo di cui è innamorato, anche fare un giuramento mortale. Dovrà vincere il Torneo a cui partecipano i Cambion, e trovare così il corpo adatto a ospitare il Principe degli Inferi. Se dovesse fallire, Elìas morirà e le loro anime verranno divorate dal demone con cui ha stretto il patto: Asmodeo, suo padre.


Aaaah, yes. Veniamo a "Cambion", di Veronica Riga, urban fantasy edito da Bibliotheka Edizioni che ho adorato. Se vi piace la saga di "Shadowhunters" ve lo stra-consiglio, perché tratta sempre quel genere di tematiche - angeli e demoni - anche se in chiave un po' diversa e in qualche modo più "pesante". Nel senso che secondo me si rivela un romanzo per certi versi più maturo, interessante non solo per la componente romantica - che in "Shadowhunters" è a dir poco SOFFOCANTE - ma anche per la storia in sé! E poi Celeste non è una protagonista-lagna come Clary, anche se non è il mio personaggio preferito. Il migliore, infatti, è decisamente David - quello innamorato del mezz'angelo, esatto. Trovo che sia quello meglio tratteggiato, anche se pure gli altri, in primis Cameron, non scherzano per niente. Presto o tardi comunque pubblicherò una recensione e magari anche un'intervista con l'autrice, quindi rimanete sintonizzati per saperne di più! 

The Boy Band - Goldy Moldavsky 

Hadley ha quindici anni e una vera ossessione per i Ruperts, la boy band del momento. Ecco perché, insieme alle sue tre amiche del cuore, affitta una stanza nello stesso hotel di New York in cui alloggerà il gruppo. Spera di poter incontrare i suoi idoli. Le cose però prendono una piega del tutto inaspettata quando unadelle ragazze incrocia per caso Rupert P., il membro meno amato della band, ma pur sempre il suo preferito. Incapace di contenere l’entusiasmo, gli si getta al collo con tanto slancio che finisce per tramortirlo.
In un attimo, il poveretto si ritrova nella camera delle fan, legato e imbavagliato. Il suo telefonino sequestrato e tutti i suoi segreti nelle mani avide delle quattro amiche. Hadley però si sente in colpa ed è pronta a tutto per liberarlo. Anche a rischiare il carcere o, peggio ancora, a litigare con le amiche. Per chiarirsi le idee lascia la stanza per pochi minuti, pochi minuti soltanto. Ma al suo rientro il cantante è morto.Tutte e tre le amiche si dichiarano innocenti, eppure… Hadley sa che non può più fidarsi di nessuno. Così, in una lunga notte piena di colpi di scena, dovrà prendere la decisione più difficile della sua vita: tradire le amiche e confessare tutto, oppure tradire il grande amore – i Ruperts – e farla franca.

Ho raccolto questo romanzo da uno scaffale per la prima volta pensando: "Dio mio, non ci provano neanche più a nascondere queste cazzo di fan-fiction!" Poi ho letto la trama e mi sono detta: "deve essere mio!"
Me lo sono ingoiato - parliamo di 400 pagine di libro - in due notti, e quando l'ho finito mi sono stesa sul letto e sono rimasta per un po' lì ad abbracciarlo. L'ho amato. A parte il fatto che è assurdo e scioccante, proprio come dicevo che da queste parti CI PIACE. A parte il fatto che è divertente, che ha quella componente thriller che non ti fa staccare gli occhi dalle pagine, che i personaggi sono tutti folli e interessanti e che parla di un'amicizia al confine della morbosità tra due ragazze - argomento di cui amo sempre leggere - A PARTE TUTTO QUESTO... io penso che Goldy Moldavsky abbia capito ogni cosa. Le sue riflessioni sul fenomeno boy band all'interno di questo libro, dalle positive alle estremamente negative, sono tutte così corrette, secondo me, e in grado di aprirti la mente, che trovo che chiunque dovrebbe leggerlo. Sia chi ama alla follia le boy band - magari per darsi un attimino una regolata - sia chi le odia - per mettersi per una volta nei panni delle ragazzine che non possono farne a meno, invece che giudicare senza neanche provare a comprendere. 


In dispensa, bile - Meri Nigro 


"In dispensa, bile" è una storia emotivamente violenta. La storia di un criminale. La storia di una persona che per le sue insicurezze butta via la propria vita e finisce marchiata a fuoco da una società impietosa e incapace di andare oltre la teoria dell'etichettamento. L'autrice narra questo punto di vista, ma non lo fa con empatia. Lo fa e basta. Scorre la sua lente d'ingrandimento sui fatti. Meri è una verista ed esattamente come Verga, che prese Rosso Malpelo come protagonista di una novella, recupera un uomo gettato nella discarica sociale e cerca di restituirgli dignità. La dignità umana.

"Emotivamente violento" è il termine corretto per definire questo libro. Comprandolo mi aspettavo di trovare violenza fisica e verbale, di leggere la storia di un uomo violento e di assistere alla sua violenza. Il libro, invece, parla del prima e del dopo l'atto di violenza, accennando solo brevemente al momento in cui effettivamente la violenza viene compiuta. Questo da una parte mi ha delusa e dall'altra mi ha profondamente colpita, e leggere i pensieri del protagonista - leggere delle sue insicurezze, delle sue sfortune, della sua vita distrutta che non riesce a riparare in alcun modo - è stato come un pugno dritto al cuore della durata di 138 pagine. 



Film:


Kick-Ass 2 

Dave Lizewski si è ritirato dalla lotta contro il crimine rinunciando al suo costume di Kick-Ass. Le sue azioni hanno però ispirato altri cittadini a diventare supereroi della vita reale. Dave decide di tornare Kick-Ass e unirsi al club di questi nuovi supereroi. La fidanzata di Dave, Katie i rivolge a Mindy MacReady per avere un addestramento prima di tornare ad essere KickDeauxma, si accorge del suo strano comportamento e, pensando che la stia tradendo con Mindy, lo lascia. Nei panni di Kick-Ass Dave viene accolto alla Justice Forever, gestita dal Colonnello Stars and Stripes. Intanto Chris D'Amico, sconvolto dalla morte della madre, decide di voltare le spalle alla sua precedente incarnazione da eroe e di diventare il primo supercattivo della vita reale, facendosi chiamare Motherfucker, con l'obiettivo di vendicarsi di Kick-Ass. 

Di solito dai sequel non mi aspetto molto, ma sapevo che questo sarebbe stato grande... e così è stato. Se non avete visto il primo film - ne ho parlato qui - vi sconsiglio di leggere quello che sto per scrivere. E niente, come precisato anche nella trama che ho copincollato qua sopra, il nostro Kick-Ass decide di unirsi a uno strampalato gruppo di supereroi che si fa chiamare Justice Forever - i nickname in questo film sono tutti così basic che mi uccidono - che comprende anche Turk di Scrubs e Jim Carrey in versione Captain America che riprende sempre tutti per il loro LINGUAGGIO - se non avete visto gli ultimi film degli Avengers non potete capire. Il film è ambientato due anni dopo il primo, quindi ci ritroviamo anche una Hit-Girl alle prese con l'adolescenza e le mean girls della sua scuola - si risolverà in una tempesta di merda, ve lo dico già da subito. Oh, e abbiamo Red Mist in versione super villain, con la sua banda di super villains! Una roba imperdibile, insomma. Sangue, lacrime, stronzate allucinanti... il perfetto seguito per un film perfetto. 

Penelope 

Penelope, la figlia venticinquenne di due ricchi aristocratici, a causa di una maledizione scagliata sulla sua famiglia anni prima, ha il naso e le orecchie da maialeLa maledizione potrà essere spezzata solo quando qualcuno dello stesso genere della ragazza, quindi un nobile, riuscirà a vedere oltre l'apparenza del suo naso e ad amarla per ciò che lei è realmente. I genitori, appena la bimba nasce, vedendo il suo naso decidono di inscenare la sua morte e nasconderla. Un giornalista nano, però, si intrufola nella dimora e riesce a vedere e fotografare di sfuggita la neonata prima di venire cacciato dalla madre, Jessica, che lo ferisce all'occhio destro. Penelope cresce chiusa in casa, senza mai uscire. Quando compie 18 anni la madre contatta un'agenzia di appuntamenti molto chic che possa far conoscere alla ragazza dei giovani aristocratici.
Questo è il classico film di cui da piccola mi sarei innamorata e che ora... beh, pure ora mi è abbastanza piaciuto. Piuttosto smielato e scontato, forse, ma anche di una dolcezza assurda. Cristina Ricci e James McAvoy sono fantastici - lui era piccoliiissimo! - e poi abbiamo anche un Peter Dinklage in versione giornalista. La cosa più bella è forse l'ultima: ho letto parecchio tempo fa un'intervista in cui Dinklage si lamentava dei ruoli spesso imbarazzanti che vengono offerti alle persone affette da nanismo e diceva che lui ha deciso molto presto di smettere di interpretare elfi di Babbo Natale e robe simili. Infatti in questo film interpreta un semplice giornalista e nessuno fa stupide battute a riguardo. Non so se mi sono ben spiegata, ma è bello che sia riuscito a interpretare una parte che avrebbe potuto interpretare chiunque altro, e soprattutto un ruolo non imbarazzante. Comunque, questo film vale la pena di essere visto anche solo per la scena in cui James McAvoy mostra quanto faccia schifo a suonare qualsiasi cosa - link. L'avrò vista un centinaio di volte! 
Insomma: divertente, leggero, heart-warming. Raccomandato per una serata poco impegnativa.

Split 


Anche se Kevin (James McAvoy) ha mostrato ben 23 personalità alla sua psichiatra di fiducia, la dottoressa Fletcher (Betty Buckley), ne rimane ancora una nascosta, in attesa di materializzarsi e dominare tutte le altre. Dopo aver rapito tre ragazze adolescenti guidate da Casey (Anya Taylor-Joy, The Witch), ragazza molto attenta ed ostinata, nasce una guerra per la sopravvivenza, sia nella mente di Kevin – tra tutte le personalità che convivono in lui - che intorno a lui, mentre le barriere delle le sue varie personalità cominciano ad andare in frantumi.


Qui passiamo da un Jamestremo all'altro - ragazzi, fate molta attenzione perché potreste aver appena assistito alla battuta migliore della storia dell'umanità. Forse da questo film mi aspettavo di più, anche solo per il fatto che ci viene anticipata questa storia delle ventitré personalità ma nel film ne vediamo circa otto, se non di meno - non ho tenuto il conto. Il plot twist finale mi è passato sopra la testa - non l'ho capito se non dopo una ricerca approfondita - perché di Shyamalan avevo visto solo "Il sesto senso", finora. Comunque è un bel thriller che sa intrattenere, e James McAvoy è bravissimo come sempre. Forse il film mi sarebbe piaciuto di meno, se la sua parte fosse stata data a qualcun altro. 

Regali da uno sconosciuto 

Al centro del film la domanda: che cosa accadrebbe se qualcuno a cui in passato si è fatto del male ricomparisse dopo un incontro casuale? Simon (Jason Bateman) e Robyn (Rebecca Hall) sono una giovane coppia di sposi la cui vita procede tranquillamente fino a quando un incontro casuale con un conoscente di Simon getta la loro vita in una spirale di esperienze sconvolgenti. All'inizio Simon non riconosce Gordo (Joel Edgerton) ma, dopo una serie di incontri indesiderati e regali misteriosi dai significati inquietanti, un orribile segreto riemerge dal passato dopo oltre vent'anni. Quando scopre l’inquietante verità su ciò che è accaduto tra Simon e Gordo, Robyn comincia a porsi delle domande: quanto conosciamo realmente le persone più vicine a noi e ci si può davvero lasciare il passato alle spalle?

Questo volevo vederlo sin da quando ho beccato il trailer al cinema, qualche mese fa, e devo dire che per certi versi è meglio di quanto mi sarei aspettata, ma per altri è peggio. È meglio perché i personaggi principali sono molto più interessanti dei classici protagonisti dei thriller. Ti fanno credere di essere i classici moglie e marito innocentini e felici che si trasferiscono in una nuova casa, ma poi cominci ad accorgerti delle loro sfaccettature nascoste. Specialmente Simon, il marito, è un personaggio molto reale e pieno di difetti: ho amato odiarlo. Ciò che mi ha delusa è stata l'ansia: non ce n'era abbastanza. Voglio dire, il mio ragazzo è uscito molto angosciato, da quest'esperienza, perché i thriller non riesce proprio a reggerli - lo thrillano fin troppo e non ci è abituato - ma io ho visto di peggio. Si tratta comunque di un bel film, per carità, con un bel finale cattivissimo che ci piace sempre molto. 

L'Esorcista 

Il ritrovamento di una piccola statuetta e di altri reperti in un sito archeologico nel nord dell'Iraq preoccupa molto l'esperto padre Lankester Merrin. A Georgetown, negli Stati Uniti, l'attrice Chris MacNeil, divorziata e impegnata in un set cinematografico, si trova alle prese con lo strano comportamento della figlia adolescente Regan, la quale, dopo aver giocato con una ouija board trovata in casa, manifesta chiari segni di instabilità. Dapprima si pensa a qualche tipico problema psicologico adolescenziale, ma ben presto Chris capisce che la scienza non può nulla: sua figlia è alle prese con qualcosa di soprannaturale. Così cerca aiuto presso padre Karras, un sacerdote che però è tormentato dal dubbio di aver perso la fede. Quello che ci vuole è un vero esorcista perché la lotta che si prospetta è dura, contro il demonio che ha preso possesso della ragazzina.

Sì. Non avevo mai visto l'Esorcista. Cioè, avevo provato a vederlo quando avevo undici/dodici anni con la mia migliore amica dopo una serata di dolcetto o scherzetto - di solito dopo aver raccolto i nostri bottini ci rifugiavamo a casa mia a guardare qualche film horror che avevamo affittato dal buon vecchio BlockBuster, pace all'anima sua - ma non siamo riuscite a finirlo perché ci spaventava troppo. Ovvio che vedendolo adesso mi ha fatta più che altro ridere, ma erano risate buone. Questi film antichi mi sorprendono sempre. Tipo la scena in cui la bambina obbliga la madre a... leccargliela!? QUANTO CAZZO ERANO MALATI QUELLA VOLTA!? 

Moana



In principio c'era solo l'Oceano, finché non emerse l'isola madre Te Fiti. Il suo cuore, una piccola pietra verde, aveva il più grande potere magico mai conosciuto: creare la vita. Col tempo, in molti cominciarono a scoprire questo potere, finché un giorno il cuore venne rubato dal semidio mutaforma Maui per donarlo all'umanità. Durante la sua fuga, Maui venne attaccato dal demone di lava Te Kā, provocando la caduta del cuore e del suo magico amo da pesca nell'Oceano. Da quel momento, non si seppe più nulla del semidio. Mille anni dopo, la piccola Moana Waialiki, figlia ed erede del capo della piccola isola polinesiana di Motunui, viene scelta dall'Oceano stesso per ripristinare il cuore della dea.

Classico film Disney da cui mi aspettavo molto e che alla fine è stato carino, ma niente di che. Tipo "Frozen" o "Brave". MICA COME "RAPUNZEL" CHE SPACCA I CULI A TUTTI.
L'adattamento italiano fa rabbia, infatti dopo dieci minuti ho dovuto mettere in pausa e caricare la versione in inglese. A PARTE IL FATTO CHE MOANA IN ITALIANO SI CHIAMA VAIANA. V A I A N A . E sapete perché!? PER VIA DI MOANA POZZI. MA CI RENDIAMO CONTO!? COME SE I BAMBINI SAPESSERO CHI È MOANA POZZI. COME SE FOSSE NORMALE CHE IN ITALIA SE DICI "MOANA" PENSANO TUTTI A UNA PORNO STAR. Vabbè. Non ho parole. E le canzoni sono semplicemente inascoltabili. Una volta eravamo bravi negli adattamenti. Adesso siamo diventati scemi. 

In inglese alla fine è tutto molto carino. Ho adorato sentir cantare The Rock, ma la scena del granchio luccicante potevano risparmiarsela, è stata di un'inutilità unica. Però quant'è bella la computer grafica? Quant'è bella Moana? Quanto sono belli I SUOI CAPELLI? Molto.


Serie tv:


Dirk Gently, Agenzia di Investigazione Olistica 


Dirk Gently - Agenzia di investigazione olistica è un thriller comico che segue le bizzarre avventure dell’eccentrico detective “olistico” Dirk Gently e del suo riluttante assistente Todd, mentre affrontano un grande e apparentemente insensato mistero, attraversando percorsi improbabili con uno stuolo di personaggi selvaggi e a volte pericolosi, mentre ogni episodio li porta sempre più vicini alla verità. 

Ve lo dico subito: ho cominciato a vedere questa serie praticamente solo perché c'è Elijah Wood. Io AMO Elijah Wood. In molti ancora faticano a vederselo fuori dal ruolo di Frodo, mentre io quando lo guardo non posso credere che sia stato proprio lui. È un attore fantastico che sta facendo tanta strada, e adoro vederlo ovunque - un po' come con Daniel Radcliffe, la mia situazione è la stessa. Ho adorato Elijah Wood nella serie tv "Wilfred" - che vi consiglio tantissimo perché è assurda, divertentissima e commovente - e l'ho adorato anche qui - in un'altra serie tv assurda, divertentissima e commovente. Diciamo che il ruolo del personaggio "normale" catapultato in situazioni del tutto fuori dall'ordinario gli riesce mooolto bene. 
Quando mi hanno parlato per la prima volta di Dirk Gently mi hanno detto che è fondamentalmente una storia che parla del Dottore - quello di Doctor Who, s'intende - e in effetti ci ho trovato molte somiglianze. Per chi non lo sapesse, questa serie tv è tratta dal libro di Douglas Adams, autore anche di "Guida Galattica per Autostoppisti" e di svariati libri di Doctor Who e persino episodi della serie classica. Quindi non c'è niente di strano nel fatto che si sia appassionato alla figura del Dottore e forse abbia deciso di reinterpretarla a modo suo, con il suo strampalato detective olistico Dirk Gently - personaggio volutamente irritante ed eccentrico che risolve misteri basandosi non sulle prove tangibili, ma sul proprio istinto e su dove il destino lo porta... abbastanza familiare, no? 
La serie - appena otto episodi, per ora - me la sono divorata, complici i cliffhanger alla fine di ogni episodio e la simpatia di tutti i personaggi, a cui è impossibile non affezionarsi subito. Poi è una di quelle storie con un sacco di piccoli dettagli, piccole domande che piano piano ottengono le loro risposte. Ti si presenta davanti come un puzzle disordinato che si ricompone da sé man mano che la storia prosegue. Se vi piacciono le situazioni comiche e disperate, i misteri e i personaggi fuori di testa, questa è la serie che fa per voi! 


E direi che con i miei fiction-smadonnamenti abbiamo finito. 
Per quanto riguarda la vita vera, Febbraio è stato un mese a dir poco stressante. Con il libro ci sono stati altri problemi, e dopo una serie infinita di telefonate a destra e a manca - per qualche giorno mi sono trasformata in una specie di call center - sembra tutto risolto. Il blog tour è fermo, e temo che dovrò annullarlo. Mi spiace molto per chi era interessato e voleva partecipare, ma in compenso ho una bella sorpresa per voi, che potrò rivelarvi solo tra qualche settimana. 
Per adesso vi saluto, però. Ci risentiamo presto con la recensione di "Cambion"! 

Firmato: la vostra call-center HateQueen di quartiere.